L'imprenditore Melega: "Mai rapporti con maggior parte società coinvolte in operazione 'doppio click'"

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Mai rapporti con la maggior parte delle società coinvolte nell'operazione della Gdf 'doppio click'. Lo precisa, "in relazione alle notizie apparse oggi su tutte le testate giornalistiche, con riferimento all’esecuzione di un sequestro preventivo per 72.000.000 di euro", l'imprenditore Marco Melega, spiegando che "il procedimento cui si fa riferimento attiene esclusivamente a presunti reati tributari contestati a numerose società con le quali lo stesso non ha avuto alcun rapporto e non ha nessuna attinenza invece con la cosiddetta 'operazione doppio click' come erroneamente riportato da numerosi articoli".

"Riservando ogni difesa nel merito alle opportune sedi e pur rispettando il lavoro della magistratura - si legge nella nota - non può però non essere evidenziato come il sequestro in fase di esecuzione abbia colpito quasi interamente beni non di proprietà di Marco Melega né direttamente né per interposta persona, la maggior parte dei quali nemmeno nella sua disponibilità".

“Sconcerta il fatto che Marco Melega sia a conoscenza del sequestro di alcuni (pochi) beni e stia invece apprendendo solo dagli articoli di stampa che altri numerosi beni, non propri ma a lui attribuiti, siano sottoposti a sequestro anche in queste ore. E preoccupa ancor più vedere oggi on-line le fotografie scattate dagli inquirenti durante le operazioni di perquisizione e sequestro o i video dagli stessi effettuati per il mezzo di droni e atti a spettacolarizzare la 'missione' della Gdf ed, evidentemente, trasmessi poco dopo ai giornali nonostante il segreto istruttorio e le indagini in pieno corso, aspetto sul quale ci si riserva ogni azione”, sostengono gli avvocati Luca Angeleri e Ilenia Peotta, sottolineando che "l’operazione, la sua pubblicizzazione con cifre estremamente gonfiate e le fotografie e i video effettuati da Procura e Gdf e passati in tempo reale alla stampa paiono finalizzati a fare notizia e pubblicità più che ad accertare davvero la verità evitando sequestri spettacolari e a strascico e coinvolgendo anche e soprattutto beni e soggetti estranei alla vicenda".

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