L'indice Rt medio è in calo, ma aumentano le terapie intensive occupate

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AGI - "Nelle ultime settimane c'è una ricrescita della circolazione un po' in tutti i Paesi europei. Nelle ultime settimane la curva è cresciuta, poi c'è stato un rallentamento, oggi abbiamo i primi segnali di stabilizzazione". Lo ha detto il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, nel punto stampa sui dati di monitoraggio della cabina di regi

"L'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,08 (range 0,93– 1,21), in lieve diminuzione rispetto alla settimana precedente. Il numero complessivo di persone ricoverate in terapia intensiva è ancora in aumento con un tasso di occupazione a livello nazionale sopra la soglia critica. Si osserva un analogo andamento per le aree mediche". E' quanto si legge nel report settimanale della Cabina di regia del ministero della Salute e dell'Istituto Superiore di Sanità con dati relativi alla settimana dal 15 al 21 marzo aggiornati al 24 marzo.   

Si osserva un miglioramento complessivo del rischio, sebbene complessivamente ancora alto. Così nel report settimanale della Cabina di Regia l'Iss analizza la situazione delle Regioni italiane. Cinque di queste (Friuli Venezia-Giulia, Lazio, Piemonte, Puglia e Toscana) "hanno un livello di rischio alto secondo il DM del 30 aprile 2020".

"Tredici Regioni/Province autonome hanno una classificazione di rischio moderato (di cui dieci ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) - si legge nel report - e tre hanno una classificazione di rischio basso (Basilicata, Campania, e la Provincia Autonoma di Bolzano)".Tra le Regioni che hanno un Rt puntuale maggiore di uno c'è una Regione (Valle d'Aosta) ha un Rt con il limite inferiore maggiore di 1,5 compatibile con uno scenario di tipo 4, e un'altra (Calabria) ha un Rt con il limite inferiore maggiore di 1,25, compatibile con uno scenario di tipo 3.

Dal report settimanale di monitoraggio ministero della Salute-Iss emerge che 8 Regioni hanno un Rt nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre Regioni hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo uno. 

Sul rapporto c'è scritto che "i dati di incidenza, trasmissibilità ed il forte sovraccarico dei servizi ospedalieri richiedono di mantenere rigorose misure di mitigazione nazionali accompagnati da puntuali interventi di mitigazione/contenimento nelle aree a maggiore diffusione". e Silvio Brusaferro spiega che "Il 39% delle terapie intensive sono occupate da pazienti Covid, rispetto al 36% della settimana scorsa. Nelle aree mediche invece abbiamo il 43% dei posti letto occupati. Le proiezioni a 30 giorni le probabilità che si saturino i posti in alcune regioni è piuttosto elevata". 

Nel dettaglio, l'Iss rileva che "rimane alto il numero di Regioni/PPAA che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (12 Regioni/PPAA vs 13 della settimana precedente). Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è complessivamente in aumento e sopra la soglia critica (39% vs 36% della scorsa settimana). Il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è ancora in aumento da 3.256 (16/03/2021) a 3.546 (23/03/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale è anche in aumento e sopra la soglia critica (43%) con un forte aumento nel numero di persone ricoverate in queste aree: da 26.098 (16/03/2021) a 28.428 (23/03/2021)".

L'incidenza in Italia "è ancora molto elevata", e anche alla luce del diffondersi delle varianti "occorre mantenere misure rigorose, la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e la mobilità". Lo ha detto il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, nel punto stampa sui dati di monitoraggio della cabina di regia.

Poi, rispondendo a una domanda sulle prospettive per l'estate, ha spiegato: "Abbiamo dimostrato che adottando tempestivamente delle misure si possono modellare le curve. Accanto a questo sforzo oggi abbiamo uno strumento in più, la vaccinazione. Chiaramente la buona stagione favorisce la possibilità di stare all'aria aperta, e questo va molto meglio. Il combinato di questi fattori ci fa sperare che questa circolazione possa essere ridotta, e che man mano che si riporta a livelli più controllabili possiamo adottare misure di rilassamento per recuperare maggiori spazi di libertà".

"Attraverso gli sforzi di queste settimane, con il rispetto rigoroso delle misure, potremo andare verso scenari migliori", ha aggiunto.