L'indipendentista Aragones eletto nuovo presidente della Catalogna

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AGI - L'indipendentista del partito Esquerra Republicana (Erc) Pere Aragones, è stato eletto dal Parlamento regionale della Catalogna, con 74 voti a favore su 135.

L'elezione di Aragones segna la fine di un lungo stallo politico tra Erc e i conservatori indipendentisti di Junts per Catalunya che, se non superato in extremis, avrebbe portato la regione a nuove elezioni, dopo quelle dello scorso 14 febbraio.

Aragones, classe 1982, è stato eletto centotrentaduesimo presidente della Generalitat con i 33 voti di Erc, i 32 di Junts per Catalunya e i 9 della sinistra radicale indipendentista di Cup. Hanno votato contro i rami catalani di popolari, socialisti, Vox, Podemos e Ciudadanos. 

Tra le sfide che Aragones ha di fronte vi sono la ripresa economico della Catalogna, il rilancio della battaglia indipendentista e la trattativa con Madrid per un'amnistia a favore dei politici incarcerati per il tentativo di secessione, tra i quali il presidente di Erc, Oriol Junqueras, che ha ottenuto un permesso speciale per poter assistere all'investitura di Aragones. 

"Non sarò un presidente di Erc ma di tutti", ha dichiarato Aragones, il cui insediamento è previsto lunedì sera. En Comù Podem, il braccio regionale di Podemos, e i socialisti catalani hanno promesso collaborazione in tema di politiche sociali e ambientali.

Non sarà invece semplice la convivenza con le altre due formazioni indipendentiste, che hanno fissato la fine dell'anno come il termine per avere chiarezza sulle intenzioni del governo per quanto riguarda l'amnistia e l'indipendenza. Cup, inoltre, ha chiesto la fine immediata della repressione dei movimenti per la casa e ha avvertito che il suo sostegno alla maggioranza non sarà scontato.

Aragones, scrive La Vanguardia, appare conscio di non avere un mandato popolare sufficientemente ampio per chiedere un nuovo referendum. Inoltre, una consultazione non considerata valida da Madrid rischierebbe di ripetere lo scenario del 2017, con il commissariamento della regione e la fuga in Belgio dell'ex presidente Carles Puigdemont.