L'infettivologo pensa ad un probabile blocco totale

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Galli
Galli

La situazione in Italia, causata dalla seconda ondata di Covid, sta diventando ogni giorno più allarmante. Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, è stato ospite dell’evento online “I love scienza: una maratona della scienza“, organizzato dalla Fondazione De Santis in occasione della Giornata mondiale della scienza promossa dall’Unesco, e ha parlato di un eventuale lockdown.

Covid, Galli pensa ad un lockdown

Ormai è verosimile un altro lockdown esteso. Probabilmente verso il 15 novembre. Dopo toccherà riprendere e lo dovremmo poter fare senza ricadere nei problemi che abbiamo vissuto. Tra le ricadute possibili, che non riguardano la malattia da coronavirus, una che non ci possiamo permettere è il depotenziamento della ricerca, altrimenti pagheremo un prezzo altissimo” ha spiegato Massimo Galli, ribadendo la necessità di un nuovo lockdown. Ciò che pesa maggiormente in Italia è “l’uso politico della pandemia da parte di una politica spicciola, litigiosa quasi da cortile” ha spiegato Galli. “Poi pesa il fatto il che la sanità è in capo delle Regioni, con un palleggiamento di responsabilità tra centro e periferie. Su certe decisioni molti tendono a procrastinare e a equivocare sui chi deve prenderle, e questo non è andato bene soprattutto la scorsa estate” ha aggiunto l’infettivologo.

Quando si riaprirà sia nelle zone rosse che in quelle gialle, se non si è capaci di programmare la coesistenza con questo virus saremo sempre nella stessa situazione” ha dichiarato il professore. “Anche se ottenessimo il massimo del risultato con le chiusure non avremo mai la possibilità di togliere del tutto la circolazione del virus. Non siamo soli nel mondo, la pandemia riguarda tutte le nazioni” ha aggiunto Galli.