Linguaggi per dire il genere: a Ravenna una Biennale giovane

Linguaggi per dire il genere: a Ravenna una Biennale giovane

Ravenna, 31 ago. (askanews) – Una riflessione sul genere, declinata attraverso pratiche artistiche diverse: può essere questo il modo per avvicinarsi alla XII Biennale dei giovani artisti della Romagna, che va in scena al MAR di Ravenna. A curare l’edizione 2019 di R.A.M., dedicata a “Genere Codice Linguaggi”, è Elettra Stamboulis.

“Ci sono artisti di tutte le discipline – ci ha spiegato – dalla fotografia alla videoarte all’installazione, anche se molti degli artisti hanno frequentato un’accademia che sostanzialmente si ispira all’arte del mosaico, ma che apre lo sguardo a tutte le tecniche necessarie per esprimere la propria poetica”.

Per esplorare le molteplici vie del ragionamento sull’identità di genere, gli artisti premiati, anche internazionali, hanno scelto strade personali. Nel caso di Francesca Guerzoni si tratta di una animazione video.

“Ho cercato di costruire e realizzare un’opera che parlasse non solo di genere – ci ha detto – ma anche della costruzione di un’umanità, che è nascosta in ognuno di noi e che con l’intersecarsi dei fili della società, delle leggi e delle regole ci costruiamo attorno ci impedisce di conoscere veramente noi stessi e ciò che proviamo realmente dentro”.

Sculture, mosaici, pitture digitali, installazioni: da Ravenna si può ricavare anche il tenore generale delle ricerche artistiche portate avanti dalle nuove generazioni. Che intorno al corpo e ai linguaggi per renderlo soggetto d’arte si continuano a interrogare. Come fa Sissj Bassani, artista invitata a esporre alla Biennale romagnola, che ha portato una performance e video installazione.

“Lavora sul gesto dell’abbraccio – ha detto l’artista – come possibilità di relazione tra due corpi. Al di là del genere e delle caratteristiche di ogni individuo, ma prendendo le distanze da ogni convenzione, cercando di restare agganciato al gesto reale, e quindi a ciò che sta tra i due corpi”.

Tra i due corpi, viene da dire, stiamo noi, il nostro modo di porci di fonte al mondo e a noi stessi. E sta l’arte che, quando funziona, è un ottimo strumento di mediazione e comprensione profonda.

Questi i nomi degli altri artisti premiati da R.A.M.: Sara Bombonati, Luca Cavicchi, Federico Ferroni, Lia Maggioli, Aleksandra Miteva, Nicola Montalbini, Irene Penazzi, Sahel Samavati, Lorenzo Scarpellii e Martina Zani. Segnalati inoltre Sahar Bahranisirjani e Arthur Daniel Pop, oltre a giovani curatori Anna Bottoli e Angela Molari.