L'inquietante retromarcia di Peng sull'accusa di stupro all'ex vicepremier

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Peng Shuai ritratta tutto. Nega di aver mai accusato qualcuno di averla aggredita sessualmente, assicurando di essere sempre stata nella sua casa di Pechino senza che i suoi movimenti fossero limitati. La tennista cinese ha affrontato per la prima volta la questione di persona da quando è scomparsa all’inizio di novembre dopo che un post sul suo account Weibo verificato aveva accusato l’ex vicepremier Zhang Gaoli di abusi sessuali. Peng ha parlato in una breve intervista avuta ieri con il quotidiano di Singapore in lingua cinese Lianhe Zaobao, a un evento a Shanghai della Federazione internazionale di sci fondo.

Peng ha anche aggiunto che l’e-mail inviata a Steve Simon, presidente della Women’s Tennis Association, l’associazione del circuito professionistico femminile, per rassicurarlo sul suo stato era stata fatta “interamente di mia spontanea volontà”.

Alla domanda sulle accuse fatte su Weibo (il Twitter cinese), cancellate dai censori di Internet del Great Firewall in pochi minuti, la tennista ha replicato: “In primo luogo, vorrei sottolineare un punto molto importante: non ho mai detto né scritto nulla che accusasse qualcuno di avermi aggredito sessualmente. Mi piace sottolineare questo punto molto chiaramente”.

Peng, che nelle immagini indossa una maglietta rossa, pantaloni neri, scarpe da ginnastica bianche e un piumino scuro con la scritta “Cina”, ha negato di essere sotto sorveglianza. Alla domanda specifica, infatti, ha risposto dopo una breve esitazione: “Perché dovrebbe essere così? Sono sempre stata molto libera”. Ha aggiunto di aver scritto la versione cinese dell’e-mail alla Wta “interamente di mia spontanea volontà”, ma il network statale Cgtn ne aveva pubblicato una versione tradotta in inglese ritenendo di non avere una sufficiente padronanza della lingua. “Ciò che è stato diffuso dalla Cgtn non era diverso da quello che intendevo trasmettere al presidente Simon”, ha aggiunto.

Sulla videochiamata avuta con il capo del Comitato olimpico internazionale Thomas Bach, Peng ha confermato di averla tenuta “da casa mia a Pechino”, aggiungendo di essergli grata per aver mostrato preoccupazione. Bach, tuttavia, era finito nella bufera delle critiche internazionali per non aver chiesto garanzie sulla sorte e lo stato della tennista durante il colloquio.

Sempre ieri, prima che si diffondesse l’intervista del Lianhe Zaobao, una giornalista del Global Times, Chen Qingqing, aveva twittato un filmato (e una foto) non verificato ricevuto da un “amico” della durata di pochi secondi in cui Peng sembra parlare con l’icona del basket cinese Yao Ming, ex star dell’Nba.
Nella foto, invece, l’ex numero uno del ranking mondiale di doppio è in posa con Yao, altre due figure sportive cinesi di primo piano, quali la campionessa olimpica di vela Xu Lijia e la star del ping-pong in pensione Wang Liqin.
Peng, 35 anni, campionessa di doppio di Wimbledon e Open di Francia, è finita al centro di una tempesta mediatica globale dopo che il suo lungo post di denuncia è stato pubblicato su Weibo, accusando ldi abusi l’ex vicepremier Zhang Gaoli, 75 anni. La sua successiva scomparsa dal pubblico ha suscitato una diffusa preoccupazione internazionale, mobilitando anche Onu e Casa Bianca.

La Wta rinnova i suoi timori sulla vicenda di Peng Shuai. “Queste apparizioni non alleviano o affrontano le significative preoccupazioni della Wta sul suo benessere e sulla sua capacità di comunicare senza censura o coercizione”, ha detto l’organizzazione in una nota, ribadendo di volere ancora un’indagine “completa, equa e trasparente, e senza censura”.

La Cina, che non ha commentato direttamente il post iniziale di denuncia di Peng, ha criticato la scelta della Wta di sospendere i tornei in Cina e a Hong Kong, opponendosi “alla politicizzazione dello sport”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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