L'insolito silenzio del Papa sul viaggio in Iraq che preoccupa molti

Maria Antonietta Calabrò
·Giornalista
·2 minuto per la lettura
(Photo: getty)
(Photo: getty)

Contrariamente a quanto avviene prima di un suo viaggio all’estero, oggi Papa Francesco non ha fatto alcuna menzione della sua imminente partenza per l’Iraq, prevista per il prossimo venerdì fino a lunedì 8 marzo. Né ha chiesto di pregare per il successo di una missione a lungo desiderata per visitare i cristiani del Paese, stringere più stretti legami con gli sciiti e visitare la patria di Abramo, il Padre delle tre religioni monoteiste. Crescono infatti le preoccupazioni - dal punto di vista sanitario - per la pandemia da Covid 19 nel paese che ha spinto (già due settimane fa, il 14 febbraio) il Ministero della Salute a imporre il lockdown nazionale in particolare nei weekend (dal venerdì a domenica, cioè giorni in cui avverrà la visita di Francesco nella terra di Abramo) fino all’8 marzo prossimo.

Un lockdown che finora le massime autorità del Paese hanno ufficialmente dichiarato che non coinvolgerà il viaggio papale. Del resto, il Vaticano ha sempre affermato, sin dall’inizio, che il viaggio avrebbe potuto essere sospeso in qualsiasi momento per causa di forza maggiore legata alla pandemia.

Le preoccupazioni sono cresciute dopo che è stata confermata ieri sera la notizia che il Nunzio Apostolico a Baghdad, Mitja Leskovar, principale artefice della visita con impegni e appuntamenti con le più alte autorità, con i leader sciiti (Al Sistani incontrerà il Papà), e in tutto il Paese (da Erbil a Ur), è risultato positivo al Covid. È in quarantena, e quindi non accompagnerà il Papa, così come è in quarantena il personale della Nunziatura, cioè la sede dove dovrebbe alloggiare il Papa, i cui locali sono stati santificati. Lo stesso Nunzio ieri in una dichiarazione ha però affermato che i preparativi del viaggio continuano e che il viaggio apostolico è confermato. Ma, come detto...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.