L'intervento del noto rapper e influencer al concerto del Primo maggio

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Primo maggio Fedez concerto
Primo maggio Fedez concerto

Ancora scontri al veleno tra il noto rapper e influencer Fedez e il leader della Lega Matteo Salvini durante il concerto del primo maggio. Una polemica che ha visto tra le altre cose coinvolta anche Rai3 dopo che il noto rapper e influencer ha reso noto sui social il fatto che abbia dovuto inviare il testo del suo intervento per l’approvazione a Rai3. “Ho lottato con Rai3 per poter esprimermi liberamente”, le parole del noto influencer. Parole forti anche dal leader del carroccio che sui social senza mezzi termini si è chiesto se al concertone del primo maggio avrebbe visto qualche artista “de sinistra”, cosa che Salvini avrebbe visto come una mancanza di rispetto.

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Primo maggio Fedez al concerto – la polemica con Salvini

La polemica più corposa riguarda lo scontro “a colpi di post” tra Fedez e il leader del carroccio Matteo Salvini, inziato già ben prima che il rapper salisse sul palco del concertone del primo maggio. Già nel pomeriggio Salvini ha pubblicato un video scrivendo: “Il “concertone” costa circa 500.000 euro agli italiani, a tutti gli italiani, quindi i comizi “de sinistra” sarebbero fuori luogo”.

Non si è fatta attendere la risposta di Fedez che su Twitter senza troppe cerimonie ha risposto: “Io vado al concertone a gratis e pago i miei musicisti che non lavorano da un anno e sul palco vorrei esprimermi da uomo libero senza che gli artisti debbano inviare i loro discorsi per approvazione preventiva da voi politici. Il suo partito ci è costato 49 milioni di euro”.

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Primo maggio Fedez al concerto – la replica del leader della Lega

Come già successo durante l’attesa della calendarizzazione del Ddl Zan, uno dei temi scatenanti è stata la discussione dei diritti della comunità LGBT+. Il Leader della Lega Matteo Salvini in risposta a Fedez ha scritto che “Adoro e difendo la libertà di pensare, di scrivere, di parlare, di amare. Ognuno può amare chi vuole, come vuole, quanto vuole. E chi discrimina o aggredisce va punito, come previsto dalla legge. È già così, per fortuna. Chi aggredisce un omosessuale o un eterosessuale, un bianco o un nero, un cristiano o un buddhista, un giovane o un anziano, rischia fino a 16 anni di carcere. È già così”.

Al contempo Salvini ha rinnovato l’invito per un nuovo confronto scrivendo: “Reinvito Fedez a bere un caffè, tranquilli, per parlare di libertà e di diritti. Il diritto alla vita ed all’amore sono sacri, non si discutono. Per me anche il diritto di un bimbo a nascere da una mamma e un papà è sacro, mentre il solo pensiero dell’utero in affitto e della donna pensata come oggetto mi fanno rabbrividire. Così come, da padre, non condivido che a bimbi di 6 anni venga proposta in classe l’ideologia gender, o si vietino giochi, canti e favole perché offenderebbero qualcuno. Non scherziamo”.

Primo maggio Fedez al concerto – la polemica con Rai3

Non sono mancate infine le polemiche con la stessa Rai. Nelle sue stories su instagram Fedez ha messo in evidenza l’importanza di potersi esprimere liberamente prendendosi al contempo la responsabilità di ciò che dice sul palco: “Ovviamente da persona libera mi assumo tutta la responsabilità di ciò che dico e faccio. Il contenuto di questo intervento è stato definito inopportuno dalla vicedirettrice di Raitre. È stata prima volta che mi è successo di dover inviare il testo del mio intervento”.

Primo maggio Fedez al concerto – la nota della Rai

Tale dichiarazione è stata tuttavia smentita categoricamente dalla stessa Rai che in una nota ha scritto: “Rai3 e la Rai sono da sempre aperte al dibattito e al confronto di opinioni, nel rispetto di ogni posizione politica e culturale. È fortemente scorretto e privo di fondamento sostenere che la Rai abbia chiesto preventivamente i testi degli artisti intervenuti al tradizionale concertone del Primo Maggio, per il semplice motivo che è falso, si tratta di una cosa che non è mai avvenuta”.

La nota prosegue evidenziando come la prassi denunciata da Fedez non sia stata mai chiesta a nessun artista, né tantomeno sarebbero state adottate forme di censura: “Né la Rai né la direzione di Rai3 hanno mai operato forme di censura preventiva nei confronti di alcun artista […] la Rai mette in onda un prodotto editoriale realizzato da una società di produzione in collaborazione con Cgil, Cisl e Uil, la quale si è occupata della realizzazione e dell’organizzazione del concerto, nonché dei rapporti con gli artisti. Il che include la raccolta dei testi, come da prassi”.

Primo maggio Fedez al concerto – la replica di Fedez: “Meno male che c’è la telefonata”

Dopo la diffusione della comunicazione da parte della Rai Fedez ha immediatamente attaccato l’azienda scrivendo nero su bianco come lo stesso Fedez abbia registrato la telefonata, pubblicata quindi in successiva battuta su Twitter. In quest’ultimo post si vede un Fedez visibilmente contrariato per la situazione. “La Rai smentisce la censura. Ecco la telefonata intercorsa ieri sera dove la vice direttrice di Rai 3 Ilaria capitani insieme ai suoi collaboratori mi esortano ad “adeguarmi ad un SISTEMA” dicendo che sul palco non posso fare nomi e cognomi”, ha scritto Fedez su Twitter.

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Parole al veleno e immagini altrettanto avvelenate, la cui dose è stata ulteriormente rincarata dalle parole aggiunte sulla sua stories di Instagram nella quale il rapper ha scritto: “Meno male che ho registrato la telefonata. Non pensavo di arrivare a questo punto, ma evidentemente non c’è fine alla vergogna”.

Primo maggio Fedez al concerto – la risposta di Chiara Ferragni

Non sono mancate infine le parole di Chiara Ferragni che sulla sua stories condividendo la televisione di casa nel momento del monologo ha scritto in modo sintetico: “Bella storia che sei tu amore e le palle per dire quello che pensi”.