L'involuzione di Federico Bernardeschi

Luca Calzolari
·2 minuto per la lettura

La prestazione contro il Crotone di sabato sera è stata per Bernardeschi la sintesi della sua parentesi alla Juve. Il numero 33 bianconero, che vive ormai di seconde occasioni a Torino, pare aver fatto traboccare quel vaso ormai stracolmo da un po'. Sia dal punto di vista qualitativo che caratteriale, è evidente e sotto gli occhi di tutti che non sia in grado di indossare una maglia così pesante. Un amore mai nato e che non sembra sul punto di nascere. Pure i tifosi bianconeri sono stanchi e non sembrano essere intenzionati a dare ancora alibi e tempo all’ex giocatore della Fiorentina.

Federico Bernardeschi | Claudio Villa/Getty Images
Federico Bernardeschi | Claudio Villa/Getty Images

Arrivato alla Juve per 40 milioni che gli pesavano (e gli pesano tutt'ora) come un macigno addosso, Bernardeschi è forse stato vittima inconsapevole di tutto ciò. Nonostante una prima buona stagione, le aspettative si sono fatte più che mai incombenti e le prestazioni sempre più opache. Nella dimensione bianconera, oramai un corpo estraneo. In qualsiasi posizione entri in campo, non riesce a rendere. In qualsiasi momento della gara entri in azione, non riesce a dare lo sprint. Da subentrante non è mai il propulsore decisivo e se schierato nell’undici titolare non riesce a dare continuità né a se stesso né alla squadra.

Senza scendere nell’impietosa conta delle statistiche che lo riguardano, bisogna mirare il discorso da un’altra parte. Si tratta di cattiveria, di visione di gioco, di furbizia e scaltrezza nel capire i momenti delle gare, in corso o dall’inizio che siano. A scatenare la reazione dei fan della Vecchia Signora contro l’attaccante c’è un momento della gara di sabato sera contro il Crotone. Siamo nei minuti conclusivi della partita, i bianconeri stanno gestendo una situazione di ripartenza con Bernardeschi che ha spazio davanti e arriva al limite dell’area di rigore. In quel momento però si ferma, rallenta l’azione e invece di provare una giocata per i suoi compagni di attacco fa un retropassaggio di 25 metri per far ricominciare l’azione dalla difesa.

Getty Images/Getty Images
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Nelle scelte, quelle decisive, Bernardeschi non c’è davvero mai stato, se non in quella magica notte contro l’Atletico. Inspiegabile tutto questo. Inspiegabile come questo ragazzo solamente 4 anni fa fosse il faro della Fiorentina, incantando tutti e trascinandola con giocate pazzesche. Purtroppo quel giocatore sembra essere solo un ricordo. Toccherà a Pirlo il difficile compito di provare a esorcizzare i demoni calcistici che lo perseguitano.

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