A Lione si apre il processo di appello al cardinale Barbarin

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Roma, 28 nov. (askanews) - Il processo in appello del cardinale Philippe Barbarin, 69 anni, condannato in primo grado per non aver denunciato alla giustizia civile francese un prete pedofilo della sua diocesi, si è aperto oggi a Lione. La sentenza non è prevista prima di diverse settimane.

In prima linea nelle denunce, un'associazione di ex vittime che ha preso il nome di La parole liberée perché, da quando ha preso l'iniziativa di denunciare pubblicamente gli abusi, ha permesso che la "parola si liberasse" e che venissero a galla molte altre denunce.

La vicenda è al centro di un film di successo, "Grace a Dieu" di Francois Ozon, che prende il titolo, Grazie a Dio, da un'espressione utilizzata in una conferenza stampa da Barbarin, quando disse che "la maggioranza dei fatti grazie a Dio è prescritta ma altri forse no, sarà la giustizia a decidere". La giornalista Isabelle de Gaulmyn, lionese, caporedattrice del giornale cattolico La Croix, ha scritto un libro che ricostruisce con precisione l'intera vicenda e, in particolare, il silenzio che ha lungamente circondato, a tutti i livelli, gli abusi ("Histoire d'un silence", storia di un silenzio).

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