L'iPhone (e gli smartphone) è al tramonto?

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Se si guardano i conti Apple del terzo trimestre 2019, verrebbe da formulare ipotesi definitive: l’era dello smartphone sta finendo. Il dispositivi più popolare, l’iPhone, vende sempre meno. Lanciato nel 2007, ha compiuto 10 anni nel periodo del proprio record (1,53 miliardi di pezzi venduti), e proprio nell’ultimo trimestre del 2017 ha iniziato a calare. Ora nei conti Apple pesa meno della metà del ricavo globale, ma nel 2015 ne valeva il 70% (155 miliardi di dollari). I profitti trimestrali sono calati da 11,5 a 10 miliardi di dollari.

Parlare di fine dello smartphone non sembra esagerato, almeno sul medio termine, se si guarda anche alla concorrenza. Il Galaxy S9 di Samsung non ha venduto come previsto, e in ogni caso i consumatori cambiano meno spesso il proprio telefono: nel 2016 lo facevano ogni 23,6 mesi; ora superano tranquillamente i due anni. Insomma, comprano qualcosa quando ne avvertono il bisogno, e sono meno indotti dalla moda.

Tim Cook, CEO di Apple, non ne fa una tragedia. Anzi, si coccola le spettacolari vendite di iPad e Mac e soprattutto dei dispositivi indossabili come l’AppleWatch e gli AirPod. “Abbiamo il portafoglio hardware più forte di sempre e abbiamo nuovi prodotti in arrivo”, ha detto Cook, che sta trasformando la casa di Cupertino in un’azienda meno dipendente dall’iPhone - che resta il prodotto di punta - e sempre più attiva sui servizi digitali. Il passaggio dello scettro dall’hardware al software è un processo lungo, ma Apple ha dimostrato in passato di essere un’azienda con molta pazienza.