L'ipotesi del bonus ogni mese con il nuovo decreto

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Il prossimo decreto del governo Draghi con gli aiuti alle famiglie e alle imprese arriverà entro due settimane e sarà particolarmente importante. Potrebbe arrivare una nuova misura che replica il modello dell’una tantum, da concedere per alcuni mesi.

Il prossimo decreto del governo Draghi

Il prossimo decreto del governo Draghi con aiuti alle famiglie e alle imprese arriverà nel giro di due settimane, con diverse misure, in primis contro il caro-energia, ma non solo. Ci sarà un percorso di “tavoli” rivolti ai temi del cuneo fiscale, della lotta alla precarietà del lavoro e sul salario minimo. Questa è l’agenda dei lavori che il presidente del Consiglio ha proposto ai leader di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri. Il premier ha chiarito che in questo provvedimento si affronteranno le questioni urgenti. L’ipotesi del decreto “di mezza estate” per ridurre la perdita di potere d’acquisto delle retribuzioni potrebbe puntare su una misura che replichi il bonus di 200 euro una tantum. Scontata la proroga per il terzo trimestre del credito d’imposta del 25% a tutte le imprese che consumano energia e l’estensione per il bonus, sempre del 25%. Dovrebbe essere confermata l’estensione al terzo trimestre del bonus bollette del 15% dei maggiori costi sostenuti dalle piccole aziende. Per quanto riguarda la benzina, il taglio di 30 centesimi al litro è garantito fino al 2 agosto.

Un bonus per affrontare l’inflazione

Potrebbe essere introdotto un bonus per affrontare l’inflazione, simile a quello di 200 euro. Nel decreto Draghi ha annunciato che ci potrebbe essere spazio per un intervento per alleviare la perdita del potere d’acquisto delle retribuzioni sul modello del bonus di 200 euro. Sarà una cifra inferiore, ma verrà concessa per alcuni mesi, come riportato dal Sole 24 Ore. Sono in corso valutazioni dei tecnici ministeriali per calcolare l’impatto economico della misura e quali categorie di lavoratori avranno questo beneficio. Il Governo punta anche ad intervenire nella manovra di fine anno sul cuneo fiscale-contributivo per rendere strutturale il sostegno ai salari e al potere di acquisto. Ci sarebbero 4-5 miliardi destinati a questo scopo, con l’obiettivo di concentrare l’intervento sulle fasce di reddito sotto i 35mila euro.

Salario minimo e retribuzioni

Anche se difficile, è necessario spingere le retribuzioni e contrastare il lavoro povero, per questo c’è l’idea di usare il trattamento minimo dei Ccnl più diffusi in ogni settore come soglia al di sotto della quale non si può andare. Vista la contrarietà dei sindacati ad un minimo imposto per legge, il ministro Orlando propone che a fissarlo sia la contrattazione collettiva. Un modo per dare valore legale ai contratti nazionali più rappresentativi perché diventino l’asticella sotto cui non si può scendere. Si tratta di un tema molto complicato, perché non ci sarebbe una “soglia della dignità” per tutelare anche i lavoratori coperti da altri contratti. L’operazione di adeguamento giudiziario dei minimi è meno scontata di quanto possa sembrare.

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