L'Iran è pronto a riaprire il reattore ad acqua pesante di Arak

gianluca zeccardo
L'Iran è pronto a dare un nuovo impulso alla ripresa delle attività nucleari riavviando la centrale ad acqua pesante di Arak, in grado di produrre plutonio. Lo ha lasciato intendere il capo dell'agenzia atomica di Teheran, Ali Akbar Salehi, citato dall'agenzia Isna, è un nuovo tentativo di mettere pressione alla comunità internazionale, nel giorno in cui a Vienna sono ripresi i negoziati con i cinque Paesi (Germania, Gran Bretagna e Francia, Russia e Cina) nel tentativo di salvare l'accordo sul nucleare firmato nel 2015, messo a dura prova dal ritiro unilaterale deciso dagli Usa, che ha imposto nuove sanzioni a Teheran, colpendo i settori nevralgici dell'economia della Repubblica islamica, in particolare il petrolio. Da diverse settimane Teheran non sta più rispettando alcuni dei suoi obblighi relativi alla quantità e alla purezza dell'uranio arricchito e questa nuova mossa arriva insieme alla rivendicazione del proprio diritto, garantito proprio dall'intesa del 2015 (Jcpoa) e dalla risoluzione del Consiglio di sicurezza allegata, di esportare petrolio. Teheran ha accusato gli Stati Uniti e il Regno Unito di agire contro tali accordi. Nell'incontro di ieri a Vienna, che il vice ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha definito "costruttiva", la Repubblica islamica ha chiesto ai tre Paesi europei uno sforzo maggiore per tenere in vita l'intesa, consentendo proprio la ripresa delle esportazioni di petrolio."Poiché l'Iran ha il diritto di esportare il proprio petrolio secondo il Jcpoa, qualsiasi ostacolo all'esportazione del petrolio da parte dell'Iran è in realtà contrario al Jcpoa", ha detto Araghchi. Il rappresentante di Teheran ha aggiunto che la questione delle esportazioni di petrolio dell'Iran - compresi i tentativi degli Stati Uniti di prevenirle completamente - è stata sollevata durante la riunione. "Penso che l'atmosfera sia stata costruttiva e le discussioni buone, non posso dire che abbiamo risolto tutto", ha detto.Intanto la Gran Bretagna ha annunciato l'invio nel Golfo di un'altra nave da guerra per proteggere le navi civili dopo il sequestro della petroliera Stena Impero da parte dei pasdaran iraniani: si tratta del cacciatorpediniere Duncan, che si aggiunge alla fregata Montrose. Una mossa che non farà altro che aumentare la tensione nell'aerea, ha commentato Teheran, che ha inoltre definito "provocatoria" la proposta britannica di una missione navale a guida europea per la scorta delle navi nel Golfo Persico.

L'Iran è pronto a dare un nuovo impulso alla ripresa delle attività nucleari riavviando la centrale ad acqua pesante di Arak, in grado di produrre plutonio. Lo ha lasciato intendere il capo dell'agenzia atomica di Teheran, Ali Akbar Salehi, citato dall'agenzia Isna, è un nuovo tentativo di mettere pressione alla comunità internazionale, nel giorno in cui a Vienna sono ripresi i negoziati con i cinque Paesi (Germania, Gran Bretagna e Francia, Russia e Cina) nel tentativo di salvare l'accordo sul nucleare firmato nel 2015, messo a dura prova dal ritiro unilaterale deciso dagli Usa, che ha imposto nuove sanzioni a Teheran, colpendo i settori nevralgici dell'economia della Repubblica islamica, in particolare il petrolio. 

Da diverse settimane Teheran non sta più rispettando alcuni dei suoi obblighi relativi alla quantità e alla purezza dell'uranio arricchito e questa nuova mossa arriva insieme alla rivendicazione del proprio diritto, garantito proprio dall'intesa del 2015 (Jcpoa) e dalla risoluzione del Consiglio di sicurezza allegata, di esportare petrolio. Teheran ha accusato gli Stati Uniti e il Regno Unito di agire contro tali accordi. Nell'incontro di ieri a Vienna, che il vice ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha definito "costruttiva", la Repubblica islamica ha chiesto ai tre Paesi europei uno sforzo maggiore per tenere in vita l'intesa, consentendo proprio la ripresa delle esportazioni di petrolio.

"Poiché l'Iran ha il diritto di esportare il proprio petrolio secondo il Jcpoa, qualsiasi ostacolo all'esportazione del petrolio da parte dell'Iran è in realtà contrario al Jcpoa", ha detto Araghchi. Il rappresentante di Teheran ha aggiunto che la questione delle esportazioni di petrolio dell'Iran - compresi i tentativi degli Stati Uniti di prevenirle completamente - è stata sollevata durante la riunione. "Penso che l'atmosfera sia stata costruttiva e le discussioni buone, non posso dire che abbiamo risolto tutto", ha detto.

Intanto la Gran Bretagna ha annunciato l'invio nel Golfo di un'altra nave da guerra per proteggere le navi civili dopo il sequestro della petroliera Stena Impero da parte dei pasdaran iraniani: si tratta del cacciatorpediniere Duncan, che si aggiunge alla fregata Montrose. Una mossa che non farà altro che aumentare la tensione nell'aerea, ha commentato Teheran, che ha inoltre definito "provocatoria" la proposta britannica di una missione navale a guida europea per la scorta delle navi nel Golfo Persico.