L'Iran torna a minacciare il mondo con il suo programma nucleare

Brahim Maarad

L'Iran torna a minacciare il mondo con il suo programma nucleare. Ora a destare preoccupazione è la possibilità, dichiarata, di poter arricchire l'uranio "oltre la soglia del 20%", anche se per ora non ha intenzione di farlo. A diffondere la notizia è stato il portavoce dell'Agenzia per l'energia atomica iraniana, Behrouz Kamalvandi, annunciando l'avvio della terza fase di disimpegno dall'accordo sul nucleare del 2015. "Abbiamo iniziato a togliere le limitazioni sulla ricerca e lo sviluppo imposti dall'accordo", ha spiegato in conferenza stampa, "questo prevede lo sviluppo di centrifughe (per l'arricchimento dell'uranio) più rapide e avanzate".

"Tutti questi passi", ha sottolineato, "sono reversibili se l'altra parte mantiene le sue promesse". Nel dettaglio, i laboratori di Teheran hanno attivato 20 centrifughe avanzate IR-4 e 20 IR-6, molto più veloci rispetto alla prima generazione Ir-1 autorizzata dall'accordo sul nucleare siglato nel 2015 con i partner europei e, soprattutto, con gli Stati Uniti.

L'ultimo strappo dell'Iran arriva dopo che Gran Bretagna, Francia e Germania non sono riuscite - nonostante le buone intenzioni - a trovare un modo per compensare l'impatto delle sanzioni americane contro l'Iran prima della scadenza del 7 settembre fissata dalla Repubblica islamica. "Se l'Europa vuole fare qualcosa, deve sbrigarsi, perché tornare al rispetto dell'accordo potrebbe richiedere del tempo", ha intimato Kamalvandi.

"Non sono sorpreso che Teheran abbia annunciato che sta per violare l'accordo", ha tagliato corto il segretario alla Difesa americano, Mark Esper. "E non è una sorpresa che gli iraniani perseguano quello che hanno sempre inteso perseguire", ha aggiunto.

I partner europei continuano tuttavia a sperare nel dialogo. La Gran Bretagna ha definito la mossa dell'Iran "particolarmente deludente in un momento in cui stiamo lavorando duramente per ridurre le tensioni". Venerdì l'Unione europea ha espresso "grande preoccupazione".

L'aumento della soglia di arricchimento non è l'unica mossa destabilizzatrice avanzata da Teheran: la Guardia costiera libica ha sequestro nello Stretto di Hormuz una imbarcazione, che impiega un equipaggio di 12 persone filippine, accusata di trafugare circa 280 mila litri di carburante. Il carico sarebbe stato stato confiscato. Negli ultimi mesi l'Iran ha rafforzato la propria presenza nello Stretto di Hormuz e lo scorso luglio aveva posto sotto sequestro la petroliera britannica "Stena Impero".