L'Irlanda ha detto "no" all'offerta finale di Boris Johnson sulla Brexit

Fabio Greco

"Due confini per quattro anni", attraverso un "blocco bilaterale" Belfast-Berlino fino al 2025: è l'offerta, che sa di ultimatum, che tra poco più di un'ora Boris Johnson farà sulla Brexit a Jean-Claude Juncker, capo uscente della Commissione europea, ma che ha già ricevuto il 'no' di Dublino. Prima di parlare con il premier britannico, il presidente della Commissione europea avrà anche una conversazione telefonica con la cancelliera tedesca, Angela Merkel.

Il piano britannico per una Brexit concordata prevede che "i movimenti di merci tra Irlanda del Nord e Irlanda siano notificati attraverso una dichiarazione" e che i controlli doganali vengano svolti non a un confine ma nelle sedi dei commercianti. Lo ha affermato Downing Street, pubblicando la proposta di Londra a Bruxelles.

Il premier britannico ha raggiunto un accordo segreto con il Partito Unionista Democratico (Dup) nordirlandese in base a cui l'Irlanda del Nord resterebbe soggetta alle normative comunitarie almeno fino al 2025 per prodotti agroalimentari e manufatti. I controlli doganali tra Irlanda del Nord e Irlanda verrebbero, afferma il Telegraph, ripristinati. Il Parlamento nordirlandese deciderebbe poi se conservare lo status quo, o adottare gli standard britannici.

Johnson spera, o fa finta di sperare, che questa proposta basti a convincere Bruxelles a negoziare in vista del vertice del 17 ottobre, e ritiene decisive le prossime 48 ore, aggiunge il quotidiano. Sebbene il premier la presenti come "ragionevole e costruttiva" pur accompagnandola con l'avvertimento che la Gran Bretagna è pronta a partire senza un accordo il 31 ottobre "qualsiasi cosa accada, l'offerta è già stata bocciata da Dublino: "Sicuramente ha dichiarato la ministra degli Affari europei, Helen McEntee - non è accettabile per il governo irlandese, ma anche per l'intera Ue".

Bruxelles resta in attesa, ma fa presente, ha detto la portavoce della Commissione, Mina Andreeva, che "dobbiamo avere una soluzione legalmente operativa che rispetti tutti gli obiettivi del backstop". Discussioni tecniche con lo sherpa di Boris Johnson, David Frost, si terranno nel pomeriggio.