L'Isis ha ucciso due preti armeni, padre e figlio, in Siria

Brahim Maarad

I jihadisti del sedicente Stato islamico (Isis) hanno ucciso un prete cattolico armeno e suo padre in un attacco nella provincia siriana nord-orientale di Deir ez-Zor. Si tratta del primo assassinio di religiosi da quando Abu Ibrahim al-Qurashi ha preso il comando del gruppo jihadista, dopo la morte del califfo Abu Bakr al Baghdadi, ucciso in un'operazione delle forze speciali americane, il 26 ottobre scorso.

Poche ore dopo l'esecuzione, l'Isis ha rivendicato l'attacco attraverso i suoi canali Telegram: "Due sacerdoti cristiani sono stati uccisi, colpiti dai nostri combattenti a ez-Zor". L'agenzia stampa statale siriana Sana ha riferito del "martirio" del sacerdote Housib Abraham Bidoyan, capo della Chiesa cattolica armena di Qamishli e di suo padre.

I due sono stati uccisi da uomini armati non identificati - ha spiegato l'agenzia - mentre viaggiavano verso sud dalla provincia di Hasaka a Deir ez-Zor. Secondo fonti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, i due erano impegnati nella supervisione del restauro di una chiesa.

La comunità armena in Siria, i cui numeri attuali sono sconosciuti, è rappresentata dai sopravvissuti al genocidio ottomano degli armeni all'inizio del XX secolo. A Deir ez-Zor si trovano una chiesa e un memoriale dedicato ai martiri del genocidio armeno.

La chiesa - scrive il portale curdo Rudaw - era stata fatta saltare in aria nel 2014. Sebbene i responsabili non siano mai stati identificati, alcuni hanno incolpato l'Isis, che all'epoca deteneva il controllo della maggior parte della provincia. Altri hanno puntato il dito contro Jabhat al-Nusra, ex affiliato di al-Qaeda in Siria.