L'Islanda piange il ghicciaio Okjokull, ma non sarà il solo -2-

Lme

Milano, 19 ago. (askanews) - Il ghiacciaio Okjokull è stato dichiarato inattivo dagli scienziati nel 2014, quando si scoprì che la neve si scioglieva più rapidamente di quanto si accumulasse sulla vetta dell'ex vulcano e che non c'era più pressione sufficiente per permetterne il movimento. Da quel momento il nome, e questo elemento forse rende testimonianza ancora più evidente degli effetti reali e pratici del cambiamento climatico, è stato cambiato da Okjokull in solo Ok, poichè il suffisso "jokull" significa in islandese "ghiacciaio".

Ma le implicazioni di questo evento per l'Islanda vanno anche al di là della sfera climatica, peraltro già di suo enormemente importante non solo per l'isola, e investono l'intera vita del Paese, a partire dalla sua economia. Il riscaldamento globale, infatti, sta cambiando la natura stessa della pesca in Islanda: se fino a pochi anni fa le esportazioni del pesce capelano erano una voce importantissima del bilancio nazionale, ora questa sta svanendo, perché i capelani si sono spostati alla ricerca di acque più fredde. E, più in generale, il sistema economico islandese rischia la recessione, anche e soprattutto a causa del radicale mutamento delle condizioni dell'ambiente.

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