L'Islanda piange il ghicciaio Okjokull, ma non sarà il solo -4-

Lme

Milano, 19 ago. (askanews) - La cerimonia, poi, ha voluto essere anche un momento di testimonianza visiva di ciò che sta accadendo, un modo per ricordare che il tempo passa senza che il mondo affronti davvero di petto il tema del riscaldamento globale, che poi è il tema del ragionamento sulla possibilità che la specie umana continui ad avere, nel futuro prossimo, non remoto, un ambiente favorevole in cui vivere (ossia le condizioni per poter sopravvivere, di questo si sta parlando).

Tra i partecipanti anche uno scienziato dell'Università di Berlino, Julien Weiss, che ha raccontato alla AFP le proprie sensazioni: "Il fatto che un ghiacciaio scompaia è un simbolo. Del riscaldamento globale non si ha una esperienza quotidiana, è qualcosa che su scala umana avviene lentamente, mentre è velocissimo su scala geologica. Ma osservare la sparizione di un ghiacciaio è un'esperienza anche visuale. Per questo ho voluto essere qui".

Gli occhi del professore tedesco, insomma, bene aperti di fronte a un evento che è prova manifesta e, appunto, visuale, del cambiamento climatico. Un evento di portata colossale (un "iperoggetto" direbbe il filosofo Timothy Morton) con il quale, nonostante 25 anni di annunci, ancora la nostra civiltà non sembra volere fare realmente i conti.