L'isolamento da coronavirus trasformerà gli italiani in pornomani?

Paolo Fiore

Una mano contro il coronavirus. Pornhub ha offerto i contenuti premium gratis, in tutta Italia, per un mese. Un'iniziativa, spiega la piattaforma, per “invitare gli italiani a restare a casa durante queste settimane”.

Niente abbonamento, niente carta di credito. Sarà inoltre destinata a “rafforzare il reparto di terapia intensiva dell'Ospedale San Raffaele di Milano” la quota che Pornhub incasserà a marzo da Modelhub, sezione del sito che funziona come una sorta di Youtube a luci rosse. Non è la prima iniziativa di questo genere. Già alla fine di febbraio, il sito porno xHamster ha offerto un abbonamento premium gratuito agli utenti di Lombardia e Veneto.

In clausura si guarda più porno?

Ma è vero che con la quarantena cresce la fruizione di porno? Non è possibile dirlo con certezza: Pornhub, per ora, non ha diffuso dati sul traffico. Lo farà nelle prossime settimane. Ci sono però alcuni indizi che suggeriscono come gli italiani in calusura siano molto interessati all'argomento. Guardando Google Trends (il servizio di Big G che dice quali sono le chiavi di ricerca più utilizzate), “pornhub” ha avuto un picco dopo l'annuncio della sua offerta. Nella notte tra il 12 e il 13 marzo, le ricerche del termine sono raddoppiate rispetto ai livelli consueti. 

Anche le abitudini sono hard

Gli utenti italiani, a quanto pare, sono abitudinari anche in fatto di porno. L'apice giornaliero è sempre puntuale: arriva alle 2 del mattino. Immancabile. Google non fornisce il numero assoluto di ricerche ma la loro proporzione. Fatto 100 il picco del 13 marzo, quello di una giornata nella media si aggira attorno a 50. Un'impennata che ha superato l'interesse del 14 febbraio: sì, anche per merito delle offerte, San Valentino tradizionalmente un evento d'oro per Pornhub. Nelle ultime ore, quindi, sembra quindi esserci stata una forte accelerazione, che invece non era stata osservata nella prima settimana di marzo. Non solo. Sarà la diffusione della notizia, sarà la quarantena anche in orario lavorativo, ma c'è stato un altro “mini-picco”, alle 14 del 12 marzo. Pausa pranzo.

Cosa hanno cercato gli italiani

È molto probabile (ma non certo) che queste ricerche si siano tradotte in traffico verso Pornhub. L'interesse è confermato dalle ricerche correlate al nome del sito. Negli ultimi sette giorni, c'è stata un'impennata (che secondo i parametri di Google vuol dire un incremento del 5.000%) di “pornhub premium Italia”, “pornhub free Italy” e “pornhub premium gratis Italia”. In forte crescita anche “pornhub premium” e “pornhub premium coronavirus” (+1950%).

Si tratta di percentuali: l'entità dell'incremento è quindi influenzato da un volume di ricerche di partenza basso. Ma tant'è: resta un segnale d'interesse. Lo confermano le due chiavi di ricerca associate più gettonate della settimana (in termini assoluti): sono “pornhub premium” e “pornhub coronavirus”. Si è quindi creato, almeno su Google, un accostamento bizzarro tra luci rosse e virus. Anche allargando la ricerca a un più generico “porno”, infatti, la chiave con il terzo incremento più consistente degli ultimi 7 giorni è stata “porno coronavirus”.

Il legame tra porno e quarantena

La relazione tra due dati non è una spiegazione. Ma c'è un altro indizio che sembra legare porno e quarantena. Tra il 6 e il 13 marzo, il più forte incremento di ricerche delle parole “pornhub” e “porno” arriva dalle aree più colpite dall'epidemia. Dalla Lombardia (dove la clausura è iniziata con qualche giorno di anticipo) in particolare. Per “pornhub” a Broni e Villanterio (Pavia), Uggiate Trevano (Como), Dresano e Pieve Emanuele (Milano). Le ricerche di “porno” hanno invece registrato un forte aumento a Pizzighettone (Cremona), Gardone Val Trompia (Brescia), Calcio (Bergamo), Lodi Vecchio (Lodi) e Gambolò (Pavia).