"L’istinto omicida di De Marco poteva scatenarsi in ospedale, dove svolgeva un tirocinio"

Silvia Renda
·Collaboratrice Social News
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(Photo: ANSA)
(Photo: ANSA)

L’istinto omicida di Antonio De Marco avrebbe potuto scatenarsi anche in ospedale, dove l’assassino reo confesso dell’arbitro leccese Daniele De Santis e della sua fidanzata Eleonora Manta svolgeva il tirocinio per diventare infermiere.

E’ quanto trapela dal lavoro degli esperti sul profilo psicologico dell’omicida. Il 21enne studente di Scienze infermieristiche, che si è detto pentito, ha svelato i pensieri che avrebbero attraversato la sua mente riguardo ad un gesto eclatante da compiere nelle corsie dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce.

De Marco è rinchiuso nel carcere del capoluogo salentino, dove sono in corso colloqui con gli psichiatri che stanno tentando di scandagliare la mente del giovane alla ricerca dei motivi che lo hanno spinto a compiere l’efferato omicidio nel condominio di via Montello, a Lecce, la sera del 21 settembre scorso. La coppia di fidanzati venne uccisa con oltre 60 coltellate.

Antonio De Marco, secondo quanto rivelato anche dai suoi avvocati, starebbe cominciando a ricordare con maggiore lucidità fatti ed elementi che potrebbero aiutare gli inquirenti a decifrare alcuni aspetti ancora non del tutto chiari della personalità del giovane omicida.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.