Giustizia: Draghi media con M5s, ok unanime alla riforma

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AGI -  Il Consiglio dei Ministri ha approvato all'unanimità la riforma della giustizia penale. Lo riferiscono fonti governative della Lega che riferiscono anche di aver lavorato a ricucire e aiutare a trovare una mediazione tra M5s e il ministro della Giustizia, Marta Cartabia, sui termini della prescrizione in appello e Cassazione.

 La riunione del Consiglio dei Ministri, cominciata con quasi due ore di ritardo, è stata preceduta da un vertice tra il Presidente del consiglio Mario Draghi, la ministra della Giustizia Marta Cartabia e i ministri M5s che minacciavano l'astensione sulla riforma. La posizione M5s sarebbe mutata a seguito di alcune modifiche: sono stati inseriti i reati contro la Pa, come la corruzione e la concussione, tra quelli per i quali sono previsti tempi del processo più lunghi. Ulteriori miglioramenti tecnici sono possibili nell'iter parlamentare

 

Gentiloni, lentezza processi e' handicap economico

"Io sono commissario europeo all'Economia e vi dico che la lentezza è chiaramente un handicap economico. Vi assicuro che per le imprese che vogliono investire nel nostro Paese, e ne hanno grande voglia, il fatto che una qualsiasi controversia abbia tempi incomparabili con qualsiasi altro Paese europeo, non è tollerabile". Lo ha dichiarato il commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni, partecipando a Repubblica delle idee.

Il rapporto della Commissione europea sulla Giustizia 

L'Italia risulta ultima in Ue per i tempi della giustizia civile, in particolare per l'ultimo grado di giudizio. È quanto risulta dall'ultimo rapporto della Commissione europea sulla Giustizia che si riferisce al 2019. In Italia per il terzo grado di giudizio in un processo civile ci vogliono in media 1302 giorni, 791 per il secondo e 531 per il primo. Per rendersi conto delle differenze, basti pensare che Malta, la seconda più lenta, ci mette 875 giorni per l'ultimo giudizio.

Per quanto riguarda il primo grado di giudizio, solo la Grecia è più lenta dell'Italia con 637 giorni. In Italia, "i tempi di attesa per terminare un caso civile o commerciale è diminuito per il secondo e il terzo grado ma è leggermente aumentato per il primo grado" ma è tutt'oggi "il più lungo per il terzo grado" ha detto il commissario europeo alla Giustizia, Didier Reynders. "Anche i processi amministrativi restano sopra la media", ha detto ancora. "Ho già avuto occasioni di discutere con il nuovo Governo italiano della riforma della giustizia, così come ne ho avute con il precedente Governo" e nonostante "alcuni segnali positivi rispetto al 2019, i procedimenti i civili e commerciali restano troppo lunghi".

"C'è stata una riduzione dell'arretrato in materia civile" ha aggiunto Reynders che ha poi ricordato gli obiettivi sulla giustizia contenuti nel Recovery Fund. "Sulla qualità" della giustizia italiana "abbiamo visto dei miglioramenti con la digitalizzazione del sistema giudiziario" ma "rimane il problema delle risorse umane perché il numero di giudici resta uno dei più bassi tra gli Stati membri".

"La percezione dell'indipendenza della giustizia è aumentata tra le persone, ma è diminuita tra le aziende", ha aggiunto il commissario. La giustizia italiana "deve continuare a lavorare sulle risorse umane" e "ho visto che ci sono delle proposte di separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti, ma devono aumentare i numeri". 

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