L'Italia in fila per i tamponi: code interminabili e caos prenotazioni

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Code davanti alle farmacie. Via Madama Cristina, a Torino. ANSA/JESSICA PASQUALON (Photo: Ansa)
Code davanti alle farmacie. Via Madama Cristina, a Torino. ANSA/JESSICA PASQUALON (Photo: Ansa)

Milioni di italiani si sono sottoposti a test rapidi o molecolari per passare il cenone o il pranzo di Natale in sicurezza con la propria famiglia. La conseguenza: file chilometriche fuori dalle farmacie e nei drive in e caccia al tampone fai da te su internet. Ma ormai tutto esaurito, “almeno fino a gennaio”, dicono da farmacie e supermercati dove fino a un mese fa i kit per fare il tampone in autonomia erano disponibili. Nel caos tamponi “natalizi” in tutta Italia le code per effettuare i test restano interminabili, dovute anche alla maggiore esposizione cui si è stati soggetti nei giorni di festa e anche in vista della notte di Capodanno, e i servizi di prenotazione e di ritiro referti sono in sovraccarico. Il 24 dicembre il presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani Andrea Mandelli avvisava: “Se 50 milioni di italiani decidono di fare un test, è chiaro che il sistema finisce sotto pressione”. E ora per fare il tampone c’è chi aspetta dalle 4 alle 6 ore in fila.

Per i test rapidi nelle farmacie, su tutta Roma, gli appuntamenti slittano, oppure, come avvertono gli operatori al telefono, bisogna andare presto “perché non ci sono orari garantiti”.

In Lombardia invece d’ora in poi verrà data la priorità solo ai sintomatici. A Milano in alcune farmacie della città sulla porta sono stati appesi cartelli che avvertono che non c’è più disponibilità di tamponi. E sono piene anche le prenotazioni dei centri privati, con primi slot disponibili in alcuni casi anche a partire solo dal 3 gennaio. La farmacia Boots della stazione Centrale ad esempio è una delle mete predilette per i tamponi, ma c’è così tanta gente che i farmacisti sono affiancati da polizia ed esercito per gestire il flusso di persone.

La situazione non cambia nelle altre regioni. In Sicilia alcuni hub sono costretti a chiudere per alcune ore, per riuscire a sostenere la richiesta di tamponi. Il commissario Covid di Messina, Alberto Firenze, ha disposto la chiusura dell’area di screening dell’ex gasometro per due ore dalle 13 alle 15. “Un provvedimento necessario anche per poter smaltire le auto presenti nel piazzale”, ha detto il commissario.

In Veneto, regione in cui il numero di tamponi giornalieri è tra i più alti d’Italia, il Presidente Luca Zaia ha lanciato un appello rivolto alle farmacie, anche qualora la regione passasse in zona arancione: “Tenete aperto anche la domenica solo per l’area tamponi”.

In Calabria, la mattina del 26 dicembre due lunghe colonne di macchine hanno circondato le tende allestite all’interno del polifunzionale dell’Asp a Catanzaro lido. Centinaia le persone che si sono recate per effettuare il tampone di controllo: “Siamo stati in fila più o meno per tre ore”, ha spiegato all’AGI un padre che aveva accompagnato la figlia dopo un possibile focolaio all’interno di una scuola della provincia.

Anche nella Bergamasca il sistema è in tilt, con code di diverse ore in alcuni centri, tra cui Dalmine e Treviglio. In particolare al drive in di Dalmine, dove è possibile sottoporsi al tampone molecolare gratuito senza scendere dall’auto, si sono registrate code di un chilometro. Il servizio è gestito dall’Asst Bergamo Ovest, che annuncia ritardi sugli esiti: “Il maxi afflusso si ripercuote sulla fase analitica, con ritardi nella refertazione in quanto gli strumenti a disposizione dell’Asst, che lavorano h24, non sono sufficienti a coprire nella tempistica ordinaria (48h) la fase di refertazione”.

In Campania, a Napoli, “oltre tre ore di coda in auto per effettuare un tampone molecolare nel drive-in allestito a Pomigliano d’Arco”. A denunciarlo il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Luigi Cirillo. “In attesa per ore con me - rivela Cirillo - questa mattina c’erano anche anziani e persone anche fragili, spesso senza neppure un accompagnatore al loro fianco nel timore di poter trasmettere un eventuale contagio”.

In Liguria a parlare è il consigliere comunale di Camporosso, Enzo Freno, vaccinato, in coda stamattina per un tampone all’autoporto di Ventimiglia. “Stamattina la coda iniziava all’imbocco dell’autostrada - ha concluso Freno -. Subito hanno diviso le auto su tre corsie, ma quando arrivi nel piazzale trovi soltanto una o due postazioni operative e si congestiona nuovamente il traffico”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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