L'Italia inverte la rotta, prima settimana con i contagi in calo da un mese

Paolo Giorgi
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AGI - Primi, timidi segnali di rallentamento della curva epidemica in Italia. Dopo un mese di crescita, prima vorticosa poi più contenuta, la settimana che si è chiusa con il 21 marzo (il bollettino di domenica 21 marzo) registra per la prima volta un calo sui sette giorni precedenti: l'1,5% in meno di casi positivi al Covid-19. In termini assoluti, i nuovi casi  questa settimana sono stati 153mila, contro gli oltre 156mila della scorsa. Che il trend fosse in frenata, seppure con numeri sempre molto alti (anche questa settimana, quasi 22mila casi giornalieri in media) lo dimostra l'andamento delle medie settimanali. 
L'inizio di quella che a tutti gli effetti è la terza ondata è a febbraio, quando a metà mese, dopo settimane di stabilità, la curva inizia a puntare verso l'alto.

Il 21 febbraio l'inizio della salita 

Domenica 21 febbraio, per la prima volta dopo le feste natalizie, il saldo vira verso l'aumento: +2,6% dei casi rispetto alla settimana precedente. La media di 10-15mila positivi giornalieri tenuta per tutto gennaio supera rapidamente quota 20mila: la settimana successiva, che si chiude il 28 febbraio, vede un incremento monstre del 32,8%. Mentre gli ospedali tornano a riempirsi e il contatore dei contagi arriva a quota 25mila: domenica 7 marzo la settimana si chiude con un +22,6%. I sette giorni successivi vedono la corsa del virus rallentare ulteriormente, chiudendosi il 14 marzo con un +9,5% sulla settimana precedente. Si tocca il picco (finora) della terza ondata, oltre 26mila casi im un giorno. Ma il rallentamento si fa più vistoso questa settimana, tanto che da quattro giorni ormai il numero dei nuovi casi era inferiore a quello dello stesso giorno della settimana precedente: alla fine, con i 20.159 positivi di oggi (contro i 21.315 di domenica scorsa, per giunta con più tamponi), il saldo settimanale è di -1,5%. 

Segnale incoraggiante

Un segnale comunque incoraggiante, anche se ovviamente da consolidare nei prossimi giorni, e comunque con un'incidenza, anch'essa in timido calo, sempre molto alta (oggi a 257 casi settimanali per centomila abitanti, dopo essere arrivata la scorsa settimana al picco di 266 per centomila). Inoltre si registrano come sempre forti differenze regionali: a fronte di alcune regioni già in netto calo, grazie anche alle zone rosse adottate diverse settimane fa (è il caso dell'Umbria, -18,9%, della Campania, -16%, dell'Emilia Romagna, -10,4%, della Provincia di Bolzano, -19%, della stessa Lombardia, -6,6%), altre sembrano ancora non aver raggiunto il picco: il Lazio (+7,7%,), il Piemonte (+8,3%), la Toscana (+9,9%), la Calabria che preoccupa con un +28,2% settimanale.

Ricoveri e decessi ancora in crescita 

Infine, se anche il numero dei nuovi contagi, come sembra, dovesse ancora flettere, occorre ricordare che quello dei ricoveri, e a seguire dei decessi, è in ritardo di un paio di settimane rispetto all'andamento della curva: è probabile, purtroppo, che assisteremo ancora fino a Pasqua a incrementi nelle terapie intensive (+12% questa settimana), dei ricoveri (anche qui +12%) e nei decessi, passati dai 277 giornalieri in media nell'ultima settimana di febbraio ai 400 giornalieri di quella che si chiude oggi.