L'Italia a passo di gambero. Sconfitta 2-0 a Vienna dall'Austria

Joe Klamar / AFP

AGI - Dopo la vittoria di mercoledì a Tirana contro l'Albania, l'Italia fa un passo indietro a livello di prestazione e perde il secondo test match contro l'Austria. All'Ernst Happel Stadion di Vienna, la squadra di Roberto Mancini cede per 2-0 agli uomini di Ralf Rangnick: decisivi i gol nel primo tempo di Schlager e Alaba.

Nella ripresa non basta all'Italia una minima reazione d'orgoglio e carattere. Neanche un minuto sul cronometro e gli azzurri costruiscono la prima grande palla gol del match: Verratti lancia Dimarco in profondità, il laterale interista prova a servire il liberissimo Raspadori al centro, ma Alaba chiude provvidenzialmente rischiando anche l'autogol.

Gli austriaci non si scompongono e al 6' passano avanti al primo affondo grazie a Schlager, servito da Arnautovic dopo una sanguinosa palla persa da Verratti all'altezza di centrocampo. Sulle ali dell'entusiasmo i biancorossi sfiorano per due volte in pochi minuti la rete del raddoppio, prima con Seiwald murato in corner da Bonucci, poi con Adamu che mette di poco a lato dopo un'altra bella giocata di Arnautovic.

Lo stesso Adamu, alla mezz'ora, ha una gigante occasione per il possibile 2-0 locale, ma da pochi passi colpisce un palo esterno dopo una disattenzione difensiva di Acerbi. Raddoppio dell'Austria che arriva comunque al 35' con Alaba, che sale in cattedra con bordata su punizione sorprendendo un incerto Donnarumma, bravo invece qualche istante più tardi a negare il tris a Sabitzer.

Ad inizio ripresa Mancini prova subito a mischiare le carte in tavola inserendo dalla panchina Zaniolo, Chiesa, Pessina e Scalvini, ma al 48' è ancora l'Austria a sfiorare il gol con un colpo di testa a botta sicura di Posch, salvato miracolosamente da Donnarumma.

Zaniolo e Chiesa provano a scuotere l'Italia con due conclusioni imprecise, poi al 70' ci prova anche Raspadori che invece trova una grande parata di Lindner. Nel finale gli Azzurri le provano tutte per riaprire il match, ma gli sforzi prodotti non portano al risultato sperato.