##L'italiana a Wuhan: qui ce l'abbiamo fatta con regole e sorrisi

Mda

Milano, 11 mar. (askanews) - "Italiani siate solidali: è quello che aiuta in questo momento. Io ho condiviso il cibo con i vicini e sconosciuti mi hanno pagato il conto online della spesa. Non fatevi prendere dal panico e quindi occhio alla fake news: informatevi solo attraverso fonti affidabili. Proteggetevi dal contagio. Non uscite e se andate al supermercato evitate gli affollamenti. 'Fate gruppo' online, scambiandovi consigli utili con gli altri. E soprattutto usate l'ironia, cercate di ridere il più possibile". Sono i consigli per "affrontare il virus col sorriso nel cuore" e passare "in maniera più leggera" le lunghe giornate in casa che si apprestano a trascorrere gli italiani. Da Wuhan, Cina, Sara Platto racconta ad askanews via skype come ha trascorso i suoi primi 50 giorni di isolamento in casa, con le misure restrittive tuttora in vigore, e come affrontare senza drammi il lungo periodo di isolamento che si prospetta anche in Italia.

Platto, professore associato di "Benessere e comportamento animale" alla Jianghan University e consulente scientifico per la China biodiversity conservation & Green development foundation, è tra pochi italiani, una decina, che hanno deciso di rimanere nella città cinese dopo lo scoppio dell'epidemia Covid-19 e di non rientrare in Italia. Come tutti i cittadini di Wuhan è obbligata a stare in casa dal 23 gennaio scorso. Agli italiani, che dovranno rimanere a casa per ancora quasi tre settimane, la docente bresciana raccomanda di comunicare online con gli amici, fare "un gruppo serio ma in cui si chiacchiera, si scherza e si danno informazioni utili. Noi italiani a Wuhan abbiamo creato un gruppo su WeChat e ci siamo sostenuti a vicenda: abbiamo deciso di non condividere alcuna informazione che non provenisse da fonti affidabili, perché giravano video falsi terrorizzanti. E di attenerci per le cose pratiche solo a informazioni serie, per esempio dove acquistare prodotti online".

Elemento essenziale: l'umore. "Cerchiamo di sorridere. Sperimentiamo il lato comico della quotidianità: ho fatto esplodere la macchina per il pane e ho postato il video, per ridere. Sono stati 50 giorni in fin dei conti leggeri grazie a questo sostegno reciproco. E' stato davvero utile".

Il paradosso, a Wuhan, è che parlando di Coronavirus ora i cinesi siamo noi. "Qui si chiedono come mai gli italiani non rimangono a casa - spiega Platto - e perché chi esce va in giro senza mascherina. Per me è difficile rispondere… è che noi italiani facciamo le cose un po' così. L'immagine che arriva degli italiani è quella di un popolo che non rispetta le regole, che se ne frega. Ma il mio consiglio è di seguire davvero le regole".