L'iter della manovra entra nel vivo. L'incognita è Renzi

Serenella Ronda

La manovra sarà al centro dei lavori parlamentari di questa settimana e il governo, dopo la pioggia di emendamenti arrivati anche dalle forze politiche di maggioranza, prova a serrare i ranghi per evitare non solo l'assalto alla diligenza, ma anche possibili incidenti di percorso. E mentre prosegue la battaglia a distanza tra Pd e renziani, Matteo Salvini punta tutto sulla conquista dell'Emilia Romagna per dare un colpo ferale all'esecutivo.

Proprio la regione chiamata al voto a fine gennaio tornerà sotto i riflettori nei prossimi giorni: dopo la partecipata manifestazione delle 'sardine' - promossa da quattro giovani il cui tam tam sui social ha fatto riempire piazza Maggiore a Bologna nella stessa sera in cui il leader leghista apriva la campagna elettorale al Pala Dozza - l'iniziativa si ripeterà in altre città dell'Emilia Romagna e già i partiti di centrosinistra si interrogano su come riuscire a 'intercettare' le richieste arrivate dalla piazza.

Italia viva manterrà la linea dura?

Oggi scadono i termini per la presentazione degli emendamenti alla manovra in commissione Bilancio del Senato, mentre in commissione Finanze della Camera inizieranno le votazioni sulle proposte di modifica già depositate. Riflettori puntati soprattutto a palazzo Madama, dove i senatori renziani potrebbero fare la differenza qualora Italia viva dovesse insistere sulla linea dura su alcune misure, tanto più alla luce dei numeri in commissione stessa, tra l'altro guidata da un esponente leghista.

Ma il fattore pallottoliere potrebbe diventare rilevante anche alla Camera. E la tensione continua tra ex colleghi di partito non contribuisce a creare un clima di tranquillità: se infatti Matteo Renzi prosegue con il 'picconare' la manovra, dicendo chiaramente che il governo va avanti se abbassa le tasse e apre i cantieri, i dem replicano mettendo in chiaro che le misure si cambiano solo con un accordo nella maggioranza e non cercando accordi con gli avversari.

Non ha dunque sortito tutti gli effetti sperati il vertice della scorsa settimana convocato dal premier Giuseppe Conte a palazzo Chigi per serrare i ranghi ed evitare singole fughe in avanti. In Parlamento, d'altra parte, bisognerà procedere a ritmi serrati, per approvare la manovra entro l'anno ed evitare l'ingorgo, visto che ci sono all'esame delle Camere almeno 4 decreti (Sisma, Scuola, Clima, Riordino ministeri, Fisco).

L'obiettivo prioritario del governo è licenziare il decreto fiscale collegato alla manovra in due sole letture, mentre per la legge di Bilancio si dà già per scontato che servirà anche il terzo passaggio parlamentare. Intanto domani, dalle ore 12, l'Aula di Montecitorio sarà impegnata con il voto sula fiducia posta dall'esecutivo sul decreto di Riordino dei ministeri, proprio per accelerarne l'approvazione.

Il fronte dell'ex Ilva

Resta 'caldo, inoltre,' il fronte ex Ilva. Dopo l'avvio dell'inchiesta da parte della Procura di Milano, si muove anche la procura di Taranto. Resta lo stallo, però, sulle possibili mosse da mettere in campo per scongiurare la chiusura degli stabilimenti, dopo l'annuncio fatto da ArcelorMittal di volersi disimpegnare con l'intenzione di chiudere la produzione già a gennaio. Manca ancora la convocazione ufficiale, ma dovrebbe tenersi oggi il Consiglio dei ministri slittato la scorsa settimana proprio sul futuro dell'ex Ilva. Nel governo si discute ancora dell'ipotesi decreto ad hoc per reinserire l'immunità penale, anche se resta fermo il 'no' dei 5 stelle. Altra ipotesi sul tavolo la partecipazione di Cassa depositi e prestiti.

Quanto agli appuntamenti istituzionali, oggi, lunedì 18 novembre, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il presidente della Camera, Roberto Fico, saranno alle celebrazioni del 170mo anniversario di Cassa Depositi e Prestiti (l'appuntamento è alle 11 all'ex Poligrafico dello Stato).

L'indomani, martedì 19 novembre, il premier sara' a Berlino per partecipare alla Conferenza G20 "Compact with Africa", mentre il Capo dello Stato presenzierà all'avvio dell'Assemblea nazionale dell'Anci, che proseguirà fino a giovedì ad Arezzo. Mercoledì saranno invece ospiti dei Comuni italiani il premier Conte e i ministri Lamorgese, Boccia, Costa e Dadone. Infine, giovedì sarà la volta del presidente della Camera Fico e del ministro dell'Economia Gualtieri.