Live-Non è la D’Urso, Marco Carta: “Ora torno alla mia musica”

Marco Carta Live non è la D'Urso

Dopo la sentenza di assoluzione per non aver commesso il fatto, Marco Carta racconta a Live-Non è la D’Urso la vicenda che l’ha visto coinvolto. Diversi mesi fa era infatti stato accusato di furto aggravato per aver rubato 6 magliette alla Rinascente di Milano, per un totale di 1200 euro, insieme ad una donna di 53 anni, poi identificata in Fabiana Muscas.

Marco Carta da Barbara D’Urso

Il cantante ha raccontato che quelli del processo sono stati mesi molto difficili. Ha sempre tenuto una maschera con un bel sorriso per far star tranquilli i suoi familiari, ma spiega che non è stato facile. Barbara ripercorre poi tutta la vicenda, mostrando le due versioni che la descrivono: quella dell’addetto alla sicurezza del negozio e quella di Marco Carta.

L’addetto alla sicurezza ha infatti spiegato di aver notato un comportamento anomalo da parte dei due acquirenti, che si lanciavano continui sguardi come se temessero di essere osservati. Li avrebbe poi visti prelevare della maglie ed entrare nei camerini, dove sarebbero rimasti diversi minuti. La donna sarebbe restata fuori e avrebbe passato le maglie a lui che era all’interno, per poi consegnargli anche la borsa. Poco dopo sarebbero usciti dal camerino senza però le maglie che avevano preso, evidentemente messe nella borsa di lei.

Lui li avrebbe seguiti visivamente e li avrebbe visti salire ai piani superiori per andare ai servizi. Lui sarebbe entrato in un bagno per poi uscire immediatamente, forse per staccare le placche antifurto. I due sarebbero così tornati agli espositori, il ragazzo avrebbe prelevato due costumi da uomo e sarebbe andato a pagarli. Poi si sarebbero avviati all’uscita dove hanno allarmato le barriere antitaccheggio. All’interno della borsa della donna gli addetti alla sicurezza hanno trovato le 6 magliette e il cacciavite, mentre nei bagni le placchette rimosse. A suonare l’allarme sono state invece quelle poste sulle etichette.

La sua versione sul furto di magliette

Marco Carta ha sempre detto di non essersi accorto di avere con sé articoli non pagati. Ha dichiarato di non sapere minimamente che dentro la borsa di Fabiana ci fossero magliette, “tanto che quando sono uscito e l’ho vista accerchiata sono tornato indietro a vedere cosa fosse successo. Una persona che ha paura non torna nemmeno indietro“. Ha poi aggiunto che contro di lui c’è stato un accanimento generale soprattutto sui social, cosa che la polizia postale sta già provvedendo a punire.

Ha poi ammesso di non aver più sentito la colpevole del furto, ovvero Fabiana Muscas. La donna ha conosciuto Marco dopo Sanremo, essendo una sua fan, e tra i due è poi nata un’amicizia. Costei ha ammesso di aver compiuto il reato e chiesto di scontare la pena con lavori di pubblica utilità. Il magistrato ha accolto la sua richiesta e lo farà per 54 settimane.

Marco Carta è invece stato assolto con formula piena per non aver commesso il fatto. Una vittoria che lui dedica al fidanzato, che nel frattempo ha dovuto affrontare la morte del padre, alla famiglia e a tutti gli amici. La procura, che prima aveva chiesto per lui 8 mesi di reclusione, ha però annunciato di impugnare la sentenza e fare ricorso.