L'Nba piange George Floyd. Lebron James: "Adesso capite perché protestiamo?"

Sacha Malgeri
Lebron James e Stephen Jackson (Photo: Getty Images/ Instagram)

La morte di George Floyd, afroamericano morto soffocato da un poliziotto durante un arresto a Minneapolis, ha risvegliato il dibattito pubblico sulla violenza della polizia contro le persone di colore. Nell’Nba, sono molti i giocatori che stanno protestando pubblicamente per quanto accaduto. “Ora capite adesso? O non è ancora chiaro per voi?” ha scritto su Instagram il campione dei Los Angeles Lakers Lebron James, mostrando una foto in cui mette a confronto il soffocamento del poliziotto all’inginocchiamento del giocatore della Nfl Colin Kaepernick durante l’inno nazionale, una protesta contro la violenza razziale e contro il presidente americano Trump che gli è costata il posto. 

 

Stephen Jackson era un amico di Floyd. L’ex cestita degli Indiana Pacers, San Antonio Spurs, Golden State Warriors e altri ha pubblicato un video su Instagram a riguardo: “Tutti sanno che ci chiamavamo l’un l’altro ‘gemello’. Era andato in Minnesota per cambiare la sua vita guidando camion, gli avevo mandato due o tre scatole di vestiti, stava facendo la cosa giusta. E voi avete ucciso mio fratello. Ora andrò a Minneapolis, farò tutto ciò che mi è possibile per non far passare la vicenda sotto silenzio”, ha detto in lacrime l’ex giocatore

 

“Questo è un omicidio. Disgustoso. Seriamente, cosa cavolo c’è di sbagliato negli Usa?”. Così Steve Kerr, 5 titoli Nba da giocatore con Chicago e San Antonio e 3 da capo-allenatore con Golden State, ha preso posizione sull’episodio. 

 

 

 

 

 

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