Lo hanno riferito ai media alcuni dipendenti della sede romagnola della Tre Valli di Correggio

Provvedimento contro 2 operai che hanno mangiato avanzi di lavorazione della mortadella
Provvedimento contro 2 operai che hanno mangiato avanzi di lavorazione della mortadella

In Emilia Romagna due operai sono stati sospesi dal lavoro per aver mangiato scarti di mortadella che avevano messo nel panino portato da casa. Lo hanno riferito ai media alcuni dipendenti della sede della veronese Tre Valli di Correggio e la vicenda è diventata subito appannaggio dei social. I due sarebbero stati sospesi per aver mangiato due fette di mortadella al lavoro. L’azienda in questione è quella che fa parte del Gruppo Veronesi, che include anche brand importanti come Aia e Negroni. Ma cosa è successo?

Sospesi dal lavoro per gli scarti di mortadella

Il Resto del Carlino di Reggio Emilia spiega che alcuni dipendenti “addetti al confezionamento di carne e salumi”, nei giorni scorsi avrebbero ricevuto formali lettere di contestazione disciplinare che annunciavano loro la sospensione. Insomma, l’azienda ha detto: “A seguito della segnalazione di diversi episodi gravi, è stata avviata una serie di accertamenti disciplinari tuttora in corso come previsto dalla legge in materia”. Quali ammanchi?

Il furto conclamato e le riprese sui due dipendenti

Quelli con “tana” negli armadietti degli spogliatoi dei dipendenti che avrebbero condotto all’installazione di telecamere nascoste. L’azienda ha visionato le immagini e scoperto ad esempio un dipendente che aveva infilato due prosciutti interi in un borsone. L’uomo era stato poi licenziato ma in quei frames comparivano anche i lavoratori mentre prendevano fette di mortadella per poi mangiarle in pausa. Hanno detto i dipendenti: “Erano fette di scarto che abbiamo usato per farcire un pò di focaccia portata da casa”. E ancora: “Non abbiamo rubato nulla, avevamo solo fame durante il turno dato che i distributori automatici di cibo non bastano per 80 dipendenti e al pomeriggio sono già vuoti. Abbiamo agito in buonafede, tutto alla luce del sole pur sapendo della presenza delle telecamere. E poi è sempre stato tollerato”.