Lo possiamo restituire? Sos è in arrivo un fratellino...

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Photo credit: tatyana_tomsickova - Getty Images
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“Arriva un fratellino, sei contento?”. La risposta che ci aspettiamo non è mai quella che arriva… “No, non lo voglio”! Dire che non cambierà niente non serve, sappiamo bene che è una bugia e i bambini se ne accorgeranno presto. Con l’arrivo di un neonato gli equilibri cambiano, forse meglio rassicurarli dicendo che, anche se ora sembra che le attenzioni siano tutte sul piccolo, presto crescerà e diventerà più autonomo. Ne abbiamo parlato con la Dott.ssa Carla Merola D'Elia, Psicologa Psicoterapeuta del Centro Evolutivamente, Monza (evolutiva-mente.it).

Partiamo da una rassicurazione: la gelosia di un bambino nei confronti di fratellino o una sorellina è normale. Si tratta di un'emozione fisiologica e come tale è importante darle la possibilità di essere vissuta ed espressa, racconta la paura di perdere il proprio oggetto d’amore esclusivo, ovvero mamma e papà che erano solo suoi, così come il loro spazio mentale e fisico. È fondamentale l’accettazione di questo sentimento: lasciate che la “gelosia” entri nel vostro nuovo entourage familiare per quello che rappresenta: l’espressione di un disagio interiore. Sembra un controsenso ma il consiglio è di trasmettere a vostro figlio la possibilità di essere al contempo un fratello amorevole che vuole bene al fratellino, nonostante provi anche gelosia nei suoi confronti, l’uno non esclude l’altro.

Arriva un fratellino: come comunicarlo?

Di solito la prima preoccupazione: come glielo dico? Sarebbe opportuno aspettare almeno il quarto mese di gravidanza, soprattutto se il primogenito è molto piccolo, spiegando con parole semplici che nella pancia della mamma sta crescendo un bambino, magari con il supporto di libri illustrati che trattano la tematica specifica. Utile anche rispolverare le foto e video di quando era neonato, per dare una concreta rappresentazione di quanto ha già vissuto e che rivedrà attraverso la crescita del fratellino.

Photo credit: Cavan Images - Getty Images
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Come creare il legame fraterno

Per favorire l’instaurarsi di un legame fraterno è utile coinvolgere il primogenito nella scelta del nome, del corredino o nella sistemazione della cameretta, specie se verrà condivisa, così come farsi accompagnare alle visite di controllo in modo da fargli sentire battere il cuoricino, fargli vivere l’esperienza sensoriale di toccare il pancione della mamma, parlare con il fratellino, sentirlo scalciare e permettergli, anche in questi momenti, di dare voce a quei dubbi e quelle domande che riecheggiano dentro di lui relative alla gravidanza o alla nascita. Qualche tempo prima la presunta data del parto, è utile raccontare cosa succederà quando la mamma andrà in ospedale, momento che coincide con la prima vera separazione: è indispensabile rassicurarlo che temporaneamente starà con il papà, con i nonni o gli zii in attesa che la mamma faccia ritorno a casa con il fratellino. E quando arriva il grande giorno, fate in modo che il primogenito sia lì ad aspettarvi: è importante non trasferirlo da nonni/zii, per evitare che si senta escluso, abbandonato o usurpato del proprio spazio fisico e affettivo. Nel primo face to face permettetegli di toccarlo e di prenderlo in braccio da seduto e con voi al loro fianco: questo primo incontro sarà il loro punto di partenza e il contatto fisico è fondamentale.

I primi tempi di convivenza saranno impegnativi: tra pianti, poppate, bagnetti il nascituro si farà sentire e occuperà il tempo soprattutto della mamma e del papà. Questo è il momento in cui primogenito capisce che dovrà imparare a dividere l’attenzione e l’amore dei genitori soprattutto perché il neonato vincola il loro tempo. Domande come “possiamo restituirlo?” o “mamma te la puoi rimangiare?”(come disse mia figlia all’arrivo della sorellina), sono espressioni sane di un proprio sentire: è importante accoglierle per quello che sono, senza giudicarle.

Le manifestazioni di gelosia

Possono essere molte: capricci più frequenti, attacchi di rabbia, pianti, atteggiamento sfidante, l’insorgere di nuove paure o regressioni (pipì a letto, richiesta di ciuccio o biberon, linguaggio infantilizzato), o somatizzazioni come mal di pancia, disturbi del sonno o inappetenza: sono tutte espressioni del bisogno costante di essere visto e ascoltato nella propria sofferenza generata dall’insicurezza di poter perdere l’amore dei genitori: è il modo per dirvi “mamma e papà anche io sono ancora piccolo ed ho bisogno di voi”. Per quanto possa sembrare difficile, il consiglio è mantenere la calma, provare a ridare serenità facendo da specchio alle emozioni di vostro figlio, verbalizzandole. Meglio dire: “lo so è difficile per te non avere la mamma e il papà tutti per te come prima”, “vedo che sei arrabbiato/triste”, questo gli permetterà di essere riconosciuto nel suo mondo emotivo, invece il cedere alla tentazione di sgridarlo o punirlo offrirà solo una conferma al timore del bambino di non valere più l’amore dei genitori. La gelosia è comunque un’opportunità di crescita per il bambino se opportunamente supportato a esprimere il suo colorato mondo emotivo: imparare a viversi questa prima tempesta emotiva diventa una sorta di palestra che permetterà di gestire meglio anche le relazioni interpersonali future. Non nasciamo con il manuale del bravo genitore (magari!) ma è possibile allenarsi ad essere degli attenti osservatori dei comportamenti dei propri figli e qualora si noti un malessere troppo generalizzato che si ripercuote nel funzionamento personale, familiare, sociale e scolastico è possibile rivolgersi ad un professionista che possa valutare il tipo di disagio vissuto ed eventualmente capire le modalità di intervento da adottare.

Photo credit: Catherine Falls Commercial - Getty Images
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Sos fratellino in arrivo: i consigli della psicologa

  • Mai dire “sei grande, devi comportarti da fratello maggiore”, questo presuppone una capacità di accettazione e comprensione che forse non ha ancora maturato.

  • Evitate di soprassedere troppo a monellerie in tal modo si comprometterebbe il sistema educativo fino ad ora impostato e si passerebbe il messaggio implicito che ci si deve far perdonare qualcosa e così non si fa altro che alimentare la paura di non essere sufficientemente amato.

  • Riservare al primogenito uno spazio fisico, emotivo e mentale esclusivo per lenire la sensazione di essere trascurato.

  • Coinvolgetelo nell’accudimento del fratellino in piccoli gesti come prendere il pannolino, passare il ciuccio o cantare una ninna nanna: questo potrà farlo sentire partecipe e non escluso nella nuova famiglia allargata ma sempre che non risulti una forzatura e senza comunque responsabilizzarlo troppo nel ruolo del fratello maggiore.