Lo scandalo dei video hard nel Parlamento australiano

Veronique Viriglio
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AGI - In Australia il governo del premier Scott Morrison è destabilizzato da un nuovo scandalo a sfondo sessuale: la diffusione di video e foto che mostrano impiegati dell'esecutivo impegnati in atti sessuali e gesti spinti all'interno degli uffici del Parlamento. "Sono sotto shock e disgustato da questi comportamenti scandalosi", ha reagito il primo ministro.

"Dobbiamo risolvere questo problema e mettere in ordine questa casa", ha insistito. Il video che ha destato maggiore scalpore è stato quello di un dipendente del governo che si masturba sulla scrivania di una parlamentare. Foto e video, risalenti a 2 anni fa, erano stati condivisi su una chat interna agli uffici dell'esecutivo, e poi sono stati inviati al telegiornale di The Australian e al Chanel 10.

‘Sickening' government aide's sex act on female MP's desk emerges in latest Australian parliament scandal https://t.co/PD5haDdpPu

— The Independent (@Independent) March 23, 2021

Le rivelazioni di questi comportamenti moralmente reprensibili da parte di esponenti delle istituzioni hanno suscitato critiche e sdegno della società civile che da tempo contesta una certa cultura politica australiana, dominata dal sessismo.

A diffondere quel materiale compromettente è stato un certo Tom, un ex dipendente governativo, che ha riferito altri particolari scabrosi ai media, parlando ad esempio di rapporti sessuali nella sala di preghiera del Parlamento e di prostitute lasciate entrare nell'edificio "per il piacere di deputati".

Ancora, ha denunciato scambi di fotografie pornografiche. "Vige una cultura di uomini che pensano di poter fare tutto quello che vogliono. Moralmente sono irrecuperabili" ha detto un informatore.

In seguito a queste prove imbarazzanti, un consigliere è già stato destituito e il governo si è impegnato a varare provvedimenti più restrittivi e sanzioni più severe. "Sono rivelazioni spaventose che non fanno che rafforzare la necessità di un'inchiesta sulla cultura del lavoro" nelle istituzioni, ha commentato Marise Payne, ministro per le Donne e degli Esteri.

La popolarità del premier Morrison è già stata minata da altre vicende a sfondo sessuale, che coinvolgono due ministri del governo di centro-destra. Il mese scorso un'ex impiegata, Brittany Higgins, ha affermato di avere subito la violenza di un collega nel 2019 all'interno dell'ufficio in Parlamento di Linda Reynolds, allora ministro dell'Industria. Successivamente passata al ministero della Difesa, Reynolds è stata criticata per come all'epoca il suo ufficio aveva accolto le accuse della giovane donna.

All'inizio del mese di marzo, il procuratore generale, Christian Porter, principale consigliere giuridico dell'esecutivo, ha smentito di aver stuprato nel 1988 un'adolescente di 16 anni, deceduta lo scorso anno, e ha denunciato per diffamazione l'emittente pubblica Abc. La polizia ha chiuso il caso per mancanza di prove.

Neanche l'opposizione laburista, che sta lavorando ad una sistema di quote per rafforzare la presenza femminile, è pero' esente dalle accuse di sessismo e abusi. La scorsa settimana decine di migliaia di persone hanno partecipato a una campagna di proteste chiamata #March4Justice (Marcia per la giustizia) per denunciare le violenze sessuali, gli abusi diffusi sulle donne e rivendicare la parità di genere.