Lo schermo dell’arte: gli artisti ci indicheranno la strada

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Firenze, 11 nov. (askanews) – La 14esima edizione del festival di cinema e arte contemporanea Lo schermo dell’arte si è aperta al cinema La compagnia di Firenze con l’anteprima italiana del film “Redoubt” di un personaggio leggendario come Matthew Barney. Molto il pubblico e tutto lo staff del festival ha voluto salutare dal palco il ritorno in presenza. E la direttrice Silvia Lucchesi ha voluto sottolineare l’importanza dell’essere di nuovo in sala.

“Non vedevamo l’ora – ha detto ad askanews -. Il pubblico anche sembra gradire questo rientro al cinema, perché la sala è piena. Siamo felici di rivedere i film sul grande schermo, tuttavia abbiamo confermato anche la programmazione in streaming, quasi tutti i film del programma saranno disponibili anche online e potranno essere visti da tutta Italia”.

I film e le opere previste nei cinque giorni del festival sono 42, a esse si uniscono talk e momenti di incontro con gli artisti. Il tutto per provare sia a raccontare lo stato del cinema d’arte e sull’arte, sia per cercare di trovare risposte al tema della pandemia, che per lunghi mesi ha in un certo sedo sospeso il mondo.

“Saranno gli artisti a indicarci la strada – ha concluso Silvia Lucchesi – speriamo che questa esperienza della pandemia, oltre che uscirne, ci lasci motivi di grande riflessione. L’arte in questo senso ci può aiutare a capire le strade che dovremmo prendere”.

E se ad aprire il festival è stato Matthew Barney, a chiuderlo sarà un’altra grande protagonista del contemporaneo come Shirin Neshat, che porta a Firenze il suo film “Land of Dreams”.

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