Lo schermo dell’arte in streaming: più artisti e nuovi autori

Red
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Milano, 7 nov. (askanews) - Lo schermo dell'arte è uno di quei festival che definiscono il modo in cui le immagini in movimento stanno al centro del contemporaneo. Quest'anno, per la XIII edizione, le condizioni sanitarie hanno reso impossibile la tradizionale formula con le proiezioni nel cinema La Compagnia di Firenze e gli organizzatori hanno deciso di trasportare tutto in streaming. Scelta non facile, come ci ha confermato la fondatrice e direttrice del festival Silvia Lucchesi, che ha parlato della comunità che si era finora mossa intorno all'evento.

"Durante il festival - ha spiegato ad askanews - non si parla solo dei film, ma si fa progettazione. Si lavora davvero a dei progetti, a idee di coproduzioni. Tutto questo viene a mancare, ma cercheremo di continuare a farlo e speriamo sia breve il periodo nel quale ci è concesso di farlo solamente in maniera virtuale".

Quello che non viene a mancare, però, è lo spirito dell'evento e la sua attenzione alla scena creativa, che si è ulteriormente ampliata, nella versione digitale, per il confluire sulla piattaforma anche delle opere dei giovani artisti che avrebbero dovuto esporre nella tradizionale mostra che affianca la rassegna cinematografica vera e propria.

"Abbiamo guadagnato, tra virgolette, dodici film mandando tutto online - ha aggiunto la direttrice del festival - perché gli artisti del progetto VISIO, quelli che partecipano alla residenza e alla mostra, metteranno le loro opere sulla piattaforma, quindi la proposta di quest'anno è di 42 film di cui tutto il programma che era previsto in sala più i dodici film dei giovani artisti. Ci tengo a sottolinearlo, perché tanti artisti giovani che hanno partecipato ai nostri progetti tornano come autori dei film".

Tra i film, per così dire, ufficiali, spicca una nuova opera di Francis Alys, con protagonisti i bambini iracheni, oppure quella di Janis Rafa, ambientata in un crematorio per animali. E poi, con lo streaming anche del progetto Mascarilla 19 - Code of Domestic Violence, altri film di artisti importanti come Adrian Paci o i MASBEDO. Oltre a documentari su JR, Alvar Aalto o Pippa Bacca, solo per citarne alcuni.

"Quest'anno abbiamo dato molto spazio al cinema degli artisti più che ai documentari - ha concluso Silvia Lucchesi -. Ci sono ottimi documentari anche quelli in prima italiana però ci tengo a sottolineare che la proposta forte è quella del cinema degli artisti".