Lo scienziato, Italia 'cenerentola' su fondi ricerca cervello

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Ogni anno in Europa "si spendono per curare le malattie del cervello 500 miliardi di euro, ma i fondi per la ricerche sulle neuroscienze sono solo 5 miliardi. E in Italia siamo indietro, tra i 50 e 100 milioni all'anno. Sono pochissimi perché sono tanti gli scienziati italiani che stanno lavorando su nuovi studi sul cervello. In Gran Bretagna alla ricerca vanno 300 mln di euro". Lo ha affermato Egidio D’Angelo, direttore del Brain Connectivity Center dell’Istituto Irccs C. Mondino di Pavia e componente della direzione scientifica di Human Brain Project nel suo intervento oggi al Meeting di Rimini per la conferenza 'La meraviglia del cervello umano'.  

"L'Human Brain Project ha spesso in 10 anni 1 miliardo di euro. Gli sforzi sono incommensurabili, speriamo che i modelli di funzionamento del cervello sui cui stiamo lavorando ci aiutino a sviluppare tecnologie bio-robotiche in grado di risposte alle malattie del cervello", ha aggiunto. 

L'intervento dello scienziato ha preso in esame il presente e il futuro della ricerca sul cervello. In un colloquio con Vittorio Gallese, professore ordinario di Psicobiologia al Dipartimento di Medicina e Chirurgia e Mauro Ceroni, professore di Neurologia all’Università degli Studi di Pavia. "E' possibile creare modelli del cervello - conclude D'Angelo - e lo Human Brain Project sta costruendo l'infrastruttura informatica, generando i modelli fondamentali e simulando i processi di base dell'attività cerebrale. Le simulazioni stanno contribuendo a capire come i fenomeni di 'bassa scala' si propagano verso l''alta scala' spiegando funzioni fondamentali come il processo di predizione e di apprendimento".  

"Le neuroscienze fotografano quello che siamo, senza cervello non c'è nulla - sottolinea Gallese - Però non possiamo ridurre la nostra vita interiore, mentale o spirituale, al funzionamento dei neuroni perché misurano delle variazioni di potenziale e l'unica parte del mondo che conoscono sono i sali che li attraversano. Oggi noi attraverso l'evoluzione tecnologica abbiamo un rapporto sempre più diverso con la realtà. D'Angelo dice che il cervello costruisce una rappresentazione virtuale della realtà, ed è vero. Come sta accendo con la rivoluzione digitale che ci vede protagonisti", osserva.