Lo scontro a distanza sull'Amazzonia tra Macron e Bolsonaro

cecilia scaldaferri

L'Amazzonia si è confermata uno dei temi al centro del G7, mentre si consuma un duro scontro tra Emmanuel Macron e Jair Bolsonaro e Leonardo di Caprio e il gruppo di lusso Lvmh annunciano donazioni che quasi pareggiano quanto stanziato a Biarritz. Alla vigilia del vertice nella cittadina francese, il presidente francese aveva promesso di portare l'emergenza al tavolo dei grandi della Terra, suscitando gli attacchi del collega brasiliano - escluso dal formato a sette - che lo aveva accusato di diffondere bufale e di avere una mentalità colonialista.

L'Eliseo aveva assicurato che sarebbero arrivate "misure concrete" e dal summit è uscita la promessa di 20 milioni di euro, che verranno usati in maggioranza per inviare Canadair a contrastare i roghi. Inoltre, Francia, Gran Bretagna, Germania, Italia, Usa, Canada e Giappone hanno concordato di sostenere un programma di rimboschimento che verrà presentato a settembre all'Onu. A stretto giro di posta è arrivata su Twitter la risposta di Bolsonaro con la condanna degli "attacchi irragionevoli e gratuiti" di Macron che "nasconde le sue intenzioni dietro l'idea di un'alleanza per 'salvare' l'Amazzonia come se fossimo una colonia o una terra di nessuno".

L'area colpita dagli incendi è vastissima, il numero dei roghi impressionante, i danni per l'ecosistema ingenti: una ferita percepibile addirittura dallo spazio, come ha denunciato l'astronauta Luca Parmitano, capo Missione di Beyond sulla Stazione spaziale internazionale (Iss), secondo il quale il fumo degli incendi "è visibile per migliaia di chilometri".

Sull'emergenza da giorni volano parole grosse da una parte all'altra dell'Atlantico. Bolsonaro, accusato di promuovere il disboscamento illegale tramite i roghi, ha attaccato più volte Macron, arrivando persino a prendere in giro su Facebook la premiere dame Brigitte; un'offesa alla quale l'inquilino dell'Eliseo ha risposto duramente, denunciando come "straordinariamente irrispettosi" i commenti del leader brasiliano. "È triste, per me prima di tutto, e poi per i brasiliani", ai quali ha augurato "di avere presto un presidente all'altezza".

Lontano da Biarritz, è scattata una gara di solidarietà, a cominciare da Leonardo Di Caprio, che attraverso la sua fondazione per la tutele dell'ambiente, ha annunciato una donazione di 5 milioni di dollari da devolvere ai gruppi locali e alle comunità indigene. Anche il gruppo francese del lusso Lvmh sosterrà la lotta contro gli incendi in Amazzonia con una donazione di 10 milioni di euro.

E mentre il clima teneva banco al G7, il presidente americano Donald Trump - che sul tema si è più volte scontrato con l'Ue, sconfessando l'accordo di Parigi e negando la minaccia del cambiamento climatico - si è tenuto a distanza, disertando la sessione dei lavori sul clima, biodiversità e oceani, ma inviandovi il suo staff. Macron ha però esortato la stampa a "non interpretare l'assenza del presidente americano: gli Usa sono con noi sulla biodiversità e sull'iniziativa per l'Amazzonia".