Lo scontro tra Pd e Lega sulla violazione del silenzio elettorale

paolo molinari

Doveva essere il giorno del silenzio, anche sui social network. Ma, alla vigilia delle elezioni in Emilia-Romagna e Calabria, il 'cessate il fuoco' della propaganda non regge e si scatena la polemica su chi dei due contendenti abbia violato le regole per primo.

Di buon mattino la Lega esce con un comunicato di fuoco in cui accusa Stefano Bonaccini di non avere "disattivato le inserzioni a pagamento dalla mezzanotte di ieri" e annuncia di riattivare le proprie inserzioni.

La Lega si riferisce alle cosiddette 'Ads', dall'inglese 'advertisement', ovvero gli annunci a pagamento con i quali i candidati - ma anche aziende interessate a far conoscere i propri prodotti - comprano degli spazi su siti e social network che, poi, diffondo il messaggio in questione sotto forma di pop-up o, nel caso dei social network, con grafiche e video. Lo stato delle inserzioni è accessibile e visibile a tutti tramite le pagine dedicate come quelle messe a disposizione da Facebook. E propio visitando una di quelle pagine, la Lega si è accorta che Stefano Bonaccini non aveva disattivato i propri annunci.

In ogni caso, anche Matteo Salvini non ha rinunciato a Twitter e alle 8,44 del mattino dedica un "grazie" agli emiliani e ai romagnoli seguito da una card che lo ritrae esultate sulla sagoma della regione Emilia-Romagna.

Il leader della Lega ha continuato anche nelle ore seguenti postando video con stralci dei suoi comizi e brevi messaggi agli elettori. Un comportamento che per il Pd è dettato dalla paura di perdere, come spiega l'esponente della segreteria dem, Stefano Vaccari: "Da questa mattina Matteo Salvini, in difficoltà per paura di perdere le elezioni, sta facendo ininterrottamente campagna elettorale sui profili social in violazione delle regole. Un film già visto".

Il coordinatore del Comitato per Bonaccini Presidente, Andrea Rossi rincara: "Sconcerta la segnalazione della Lega di presunte violazioni del silenzio elettorale da parte altrui. La cosiddetta 'bestia' non ha mai spento i motori e ha proseguito a diffondere falsita' e fango a pieno regime", aggiunge Rossi.

Da parte sua, l'ex vicepremier non commenta le polemiche e si concentra sui temi del sovraffollamento carcerario in Emilia-Romagna e sul caso del sindaco del piccolo comune di Jolanda Di Savoia, in provincia di Ferrara, che avrebbe denunciato "pressioni e ritorsioni" dopo che la sua vice ha deciso di schierarsi con la candidata della lega, Lucia Borgonzoni: "Orgoglioso di essere al fianco di tutti i Comuni, grandi e piccoli e indipendentemente dal colore politico", commenta Salvini.