Lo ha scritto Elena, in una lettera indirizzata a Fanpage.it

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Coronavirus Bergamo esercito bare
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“Non moriremo solo di Covid-19, ma anche di fame e psicologicamente. Ma possiamo uscirne…”, lo scrive Elena, studentessa 21enne, in una lettera indirizzata a Fanpage.it. “Mi sono chiesta tante volte cosa potessi fare per cercare di cambiare, anche se di poco, questa circostanza in cui viviamo. La soluzione l’ho trovata scrivendo: metterci la faccia, illustrare la situazione e proporre delle soluzioni”.

“Non moriremo solo di Covid-19″

E ancora: “Dire che la situazione ‘dipende da noi italiani’ non è corretto. Poiché oramai non dipende più solo da noi. C’è un’amministrazione palesemente carente, che lascia vuoti e crea confusione: le terapie intensive non aumentano, i già citati trasporti pubblici sono intasati, l’applicazione ‘Immuni’ non funziona come dovrebbe, il diritto al lavoro non è rispettato e tanto meno quello alla salute psico-fisica”. In seguito una citazione non sorprendente visto la sua età: “Come ha detto Zerocalcare in un suo video ‘in ogni decreto ce dovemo mette tre parole che nessuno deve sapé che cavolo vogliono di’'”.

Poi qualcosa che in molti dicono da tempo: “Non moriremo solo di Covid-19. Moriremo anche psicologicamente e pochi ne parlano: c’è uno stato psicologico creato dalla situazione pandemica da non sottovalutare chiamato ‘pandemic fatigue’. C’è una paura sottile che ci fa sentire sicuri a casa, da soli; abbiamo una capacità impressionante di adattarci a situazioni negative tanto che ri-abituarci alla normalità di prima – per la seconda volta – sarà molto faticoso e richiederà uno sforzo psicologico ancora più duro di quello fatto per adattarci. C’è una sfera sociale da non sottovalutare, i danni alla società sono gravi come quelli economici. Oltre a tutto ciò, il mio pensiero va anche alle persone nelle carceri: un luogo già pieno di vuoti amministrativi che ora non fanno altro che peggiorare, diventando buchi neri. Il diritto alla salute psico-fisica, al lavoro, all’affettività e alla sessualità vanno garantiti anche qui“.

Infine: “C’è una società che ‘lentamente muore’ come scrisse Martha Medeiros nella sua poesia dall’omonimo titolo. C’è una società, un popolo, che come disse il mio professore di diritto pubblico ‘non ha gli occhi per piangere'”.