Lo sfogo di Achille Lauro dopo l’ospitata da Pio e Amedeo: “Non sono omofobo”

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- (Photo: Stefania D'Alessandro via Getty Images)
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Un lungo sfogo. È quello che Achille Lauro ha affidato ai suoi profili social, dopo gli attacchi ricevuti in seguito alla sua partecipazione a Felicissima Sera, lo show del duo comico Pio e Amedeo. “Non parlo tanto, non metto la mia vita privata in piazza sui social. Non mi interessa e quando è successo non mi è piaciuto farlo, tuttavia in questi giorni di forte polemica ho capito che in alcuni momenti, invece, dovrei farlo. L’ho capito quando mi hanno detto che il trucco è solamente appropriarsi di qualcosa che non mi appartiene. Ma il trucco non è solo trucco, è il mondo dove voglio portare le persone, è la mia volontà espressiva, è il colore e il vestito delle parole”, inizia il post del cantante.

“L’ho capito - scrive Achille Lauro - quando mi hanno umiliato pensando che io sia un pagliaccio che si mette in mostra. Ma nella mia interpretazione artistica la musica non è solo musica. È spettacolo, è uno stato d’animo, è un ideale, è libertà estrema, è il rifiuto nei confronti di coloro che credevano che io non fossi libero, o non fossi all’altezza, è conseguenza di anni di umiliazioni e vergogna. L’ho capito quando per un commento riferito alla solidarietà su lavoratori dello spettacolo mi hanno dato dell’omofobo, dopo anni che mi danno del `fr***o´ pensando di offendermi!”.

L’artista prosegue: “Da anni investo denaro, tempo e impegno per la tutela dei diritti umani per i diritti delle persone abbandonate nelle carceri, per aiutare i bambini negli ospedali, per i ragazzi nelle comunità, per chi non ha una casa, per coloro che sono rimasti senza lavoro, per chiunque abbia bisogno di aiuto e per essere artefice e partecipe, nel mio piccolo, di una rivoluzione per cui la condizione sociale, culturale e umana delle classi deboli e discriminate possa cambia...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.