Lo sfogo di Armando Siri, la casa era una rendita per la figlia

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Si affida ad un lungo post di sfogo su Facebook Armando Siri, l’ormai ex sottosegretario leghista al ministero delle Infrastrutture indagato per autoriciclaggio, per chiarire le proprie responsabilità nell’inchiesta che lo vede protagonista. Nella giornata di mercoledì 31 luglio infatti, la procura di Milano ha aperto un fascicolo su Siri in relazione a due mutui ritenuti sospetti concessi al senatore da una banca di San Marino. Uno di questi due mutui sarebbe stato utilizzato per l’acquisto di una palazzina a Bresso, in provincia di Milano.

Lo sfogo di Armando Siri

Nel suo post su Facebook, Siri spiega come la suddetta palazzina sia stata acquistata per poter dare un futuro alla figlia. Un modo per garantirle una rendita per gli anni a venire. Il senatore afferma: “Ho comprato una casa da ristrutturare perché potesse rappresentare una rendita per il futuro della mia unica figlia, quello che credo farebbe qualunque padre. È un delitto?”

L’ex sottosegretario ribadisce quindi la sua estraneità ai fatti in questione, ritenendo le accuse mossegli delle semplici calunnie: “Oggi è un’altra giornata di calvario. Mi viene puntato il dito contro perché sarei andato in banca a fare un mutuo e perché alla stessa banca avrei presentato un amico che conosco da 10 anni con il quale non ho alcuna relazione d’affari e che è impegnato, grazie alla sua attività, nella riqualificazione di una zona degradata di Milano. La Banca in questione, in più di una nota ufficiale, ha già dichiarato che è tutto regolare”.

Nell’affermare ciò, Siri arriva a citare persino la Bibbia: “La calunnia è la peggiore delle aberrazioni morali.
Non è un caso che nelle Scritture il grande calunniatore sia proprio Satana. Colui che si nutre del dolore, dell’angoscia e della sofferenza dell’essere umano insinuando sospetti, sussurrando all’orecchio bugie. Facendo passare per vere teorie solo verosimili contando sulla debolezza degli uomini e la loro necessità di trovare un capro espiatorio da sacrificare per autoassolversi dai propri peccati”.

L’impegno governativo

Nel finale dello sfogo, Armando Siri conferma inoltre il suo impegno politico nel portare avanti le riforme promesse assieme alla Lega: “Ho lottato per il Saldo e Stralcio per i piccoli contribuenti in difficoltà. Per avviare la prima fase della Flat Tax per le partite IVA e ho sempre svolto il mio lavoro onestamente e con dedizione avendo a cuore i cittadini, soprattutto i più deboli. A questo Paese servono grandi riforme come la Flat Tax, che va estesa anche alle famiglie. Servono investimenti e meno burocrazia se vogliamo che l’economia torni a crescere e con essa il lavoro, le nostre aspirazioni, i nostri sogni e la nostra voglia di progetti e futuro. Questo resta il mio impegno, anche in un momento credetemi davvero difficile sotto il profilo umano e famigliare”.