Lo smartphone disegnato sulla mano di chi lo usa

no credit

AGI - Fotocamere capaci di cogliere dettagli della Luna invisibili a occhio nudo, display a frequenze altissime per giocare senza rallentamenti o guardare film e serie come su uno schermo a 4K, dissipatori di temperatura che permettono di eseguire processi complessi senza che tutto collassi: il limite di miglioramento degli smartphone viene spostato sempre più in là, ma alla fine nella mano si stringe un oggetto dla design sofisticatissimo, ma scivoloso come una saponetta o talmente grande che per usarlo si rischia di slogarsi i pollici.

Lasciato molto molto indietro nel tempo l'obiettivo di creare cellulari sempre più piccoli, la sfida è a creare smartphone che abbiano formati adattabili ai mille usi che vengono richiesti, ma che siano al contempo maneggevoli.

Ed è l'obiettivo che si è posta Oppo, la casa cinese che ha presentato a Parigi, nel primo evento in persona dopo due anni, il Reno 8, lo smartphone di fascia medio-alta (visto il prezzo più alta che media) con cui cerca anche di ampliare la distanza dalla sua ‘costola' realme.

Il marchio, spin-off più economico di Oppo sta registrando vendite migliori della casa madre e in questo ha forse pesato una eccessiva contiguità tra le tecnologie e una certa confusione sulle fasce di prezzo.

Ora con il Find X5 e il Reno 8, Oppo sembra volersi posizionare sulla sezione alta del mercato, quella, pet intenderci, su cui competono Apple e, per l'ambiente Android, la serie S di Samsung , la X di vivo e i Magic di Honor.

L'occhio, ovviamente, è sempre ai social: il comparto video del Reno 8 è ottimizzato per fornire il massimo delle performance - in fluidità e luminosità – su TikTok. E così lo è il design: con un peso di 179 grammi e uno spessore di 7,67 millimetri (183 grammi e 7,34 millimetri nella versione Pro) sperimenta un'ergonomia sviluppata sull'osservazione di come gli utenti interagiscono con i loro smartphone. Da qui è nato un dispositivo "senza peso" incentrato su un design unibody aerodinamico.

In molti smartphone, l'uso di coperture posteriori in vetro ha comportato la necessità di utilizzare un materiale separato per costruire l'area che ospita il modulo della fotocamera.

Un design bi-materiale è soggetto all'accumulo di polvere intorno alla giunzione tra i due materiali, oltre a presentare una brusca transizione che risulta scomoda per gli utenti che, durante l'utilizzo, tengono il dispositivo posizionando il dito indice sulla scocca posteriore.

I designer di OPPO, innanzitutto, hanno quindi cercato di esplorare l'interazione tra il modulo della fotocamera e la scocca posteriore circostante, optando per un'altra modalità di progettazione dell'area del modulo della fotocamera, al fine di rafforzare l'unibody aerodinamico, migliorandone l'ergonomia e la facilità d'uso.

Sulla base di questo approccio hanno rivestito l'intera scocca posteriore dello smartphone con un solo pezzo di vetro, dando vita a un design monoblocco omogeneo che lo rende più comodo da tenere in mano e più pulito, evitando l'accumulo di polvere.

Il design delle fotocamere che vi sono incastonate trae ispirazione da quelle cinematografiche. I due flash sono stati progettati in forma circolare per creare un Ring Flash design in grado di fornire un'ampia luce quando la fotocamera è in uso.

I bordi dello schermo AMOLED da 6,7" Ultra-Clear 120Hz contribuiscono a compensare l'aspetto eccessivamente ampio causato dalla combinazione di uno schermo curvo e di una cornice centrale ad angolo retto, creando un rapporto schermo-corpo del 93,4%.

Reno8 Pro 5G è dotato della NPU di imaging MariSilicon X, ma uno dei punti forti è senza dubbio la ricarica da 80W per caricare la batteria da 4500 mAh al 50% in circa 10 minuti e al 100% in 30 minuti. Il Battery Health Engine, promette di mantenere fino all'80% della capacità originaria dopo 1.600 cicli di carica completa, il doppio dello standard del settore (800 cicli).

Il Reno 8 5G costa 600 euro e la versione Pro 800 euro.