Lo spaccato agghiacciante che emerge dalle intercettazioni dell'operazione dei carabinieri "Fenice"

I Carabinieri hanno operato nel blitz "Fenice"
I Carabinieri hanno operato nel blitz "Fenice"

Dalla Sicilia riecheggiano le incredibili dichiarazioni dell’esattore del pizzo fissate su un audio tape: “Imprenditori in crisi”. Lo spaccato agghiacciante che emerge dal materiale probatorio dell’operazione dei carabinieri “Fenice” è stato possibile grazie al racconto di due imprenditori che hanno avuto il “coraggio di puntare l’indice” contro gli emissari del clan di Misilmeri.

L’esattore del pizzo: “Imprenditori in crisi”

E uno dei due ha anche registrato e fotografato il picciotto del racket. Con il risultato di quelle dichiarazioni surreali e truci. Il sunto è che chiedere il pizzo sarebbe diventato poco redditizio rispetto al rischio di essere arrestati, anche perché con la crisi i vessati hanno poco contante da dare e il pericolo di essere arrestati è maggiore.

Vittime ed “investigatori” al contempo

Senza contare il rischio che con gli smartphone di ultima generazione la vittima si trasforma essa stessa in investigatore. Lo sanno bene gli affiliati della famiglia mafiosa di Misilmeri, che sono stati ripresi e registrati da un telefono cellulare. È quanto emerge dalle carte dell’operazione Fenice, l’inchiesta che ha portato in carcere sei membri della cosca mafiosa palermitana di Misilmeri. Quei video e quelle registrazioni sono stati non solo un atto di coraggio assoluto, ma anche uno spaccato dei metodi di condotta estorsiva della amlavita organizzata. Senza contare che diventeranno materiale passibile di dignità di prova in dibattimento.