Lo sport è un bene di tutti ed è libero... Il caso della FISE al TAR

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Il TAR respinge il ricorso della FISE dopo la multa comminata dall'Antitrust per posizione dominante. Con questo pronunciamento viene ribadito che l’organizzazione dello sport è un bene di tutti ed è libero, principio questo ad ampio respiro stabilito dalla legge 91 del 1981. Il messaggio è anche per talune Federazioni che spesso abusano della propria autorità.

Tutto nasce nel 2018: su sollecitazione di ASI, l’autorità deliberava di riaprire il procedimento nei confronti della FISE per verificare la possibile violazione degli impegni assunti. Rilevava che FISE, dalla seconda metà del 2017, avrebbe compresso l’ambito di attività delle organizzazioni concorrenti nello svolgimento di gare amatoriali attraverso la modifica dei precedenti regolamenti e l’adozione di condotte puntuali nei confronti di soggetti specifici.

L’anno seguente, all’esito del procedimento istruttorio, l’autorità sanzionava FISE sia per violazione degli impegni presi nel 2011 sia per abuso di posizione dominante comminando una sanzione pecuniaria

L’autorità ha sottolineato allora, a chiare note, che le manifestazioni con equidi che avvengono al di fuori del circuito istituzionale, non sono finalizzate al raggiungimento del primato olimpico o internazionale (finalità istituzionale di appannaggio della FISE), ma al perseguimento della vittoria nella gara singola, quindi non sono soggetti al regime esclusivo di FISE. Con questo procedimento venne aperta una strada anche per altre realtà e discipline. Nelle pagine era più volte evidenziata una strategia federale volta a limitare lo svolgimento dell’attività amatoriale agli Enti di Promozione sportiva con l’intento di conglobare di fatto, nell’ambito dell’attività agonistica, tutta l’attività equestre. Lasciando le briciole agli Enti

Le evidenze agli atti hanno dimostrato che FISE ha modificato a più riprese i propri regolamenti, attribuendo a sé la competenza di quasi tutte le forme di attività equestre compresa quella amatoriale e di avviamento allo sport. Oltre a questo, la Federazione Sport Equestri aveva in più occasioni intrapreso procedimenti disciplinari a carico dei responsabili dei circoli che – a suo dire – avrebbero ospitato manifestazioni non conformi ai regolamenti dalla essa emanati. Aveva cioè etichettato questi eventi come agonistici e non amatoriali, prendendo a riferimento alcuni fattori come la presenza di giudici o, nella disciplina del Salto Ostacoli, il superamento di ostacoli superiori ai 70 cm (rispetto alle categorie agonistiche ragionevolmente individuabili, in base al pronunciamento dell’Agcom, in altezze superiori ai 140).

“E’ sicuramente una data storica che cambia la storia dello sport italiano”, spiegò all’epoca il Presidente ASI Claudio Barbaro. “La dicotomia tra Federazioni ed Enti di Promozione Sportiva non ha mai fatto bene allo sport italiano e parte da un presupposto errato. Ovvero, che il ruolo degli uni e degli altri non sia complementare. Siamo invece convinti che il movimento di base sia indispensabile per costruire uno sport di vertice di qualità. Partendo dai principi contenuti in questo pronunciamento, dunque, speriamo che si affermi e diventi sempre più condivisa la convinzione per cui non esiste esclusività nello sport tale da premiare un soggetto a discapito degli altri. Contiamo ora sulla decisione pronunciata il 16 ottobre per spingere le Federazioni ad alimentare un diverso atteggiamento nei confronti degli Enti”.

“La controversia nasce oltre dieci anni fa quando furono presentati dei ricorsi al garante del libero mercato dove già si denunciavano degli atti di prevalenza da parte della Fise”. Così aggiunse Emilio Minunzio, Vicepresidente di ASI. “Controversia non completamente risolta poiché la Fise allora risultò inadempiente nel comunicare dei parametri, così come chiesto dal garante, corrispondenti a quelli CIO – FEI, che indicassero l’attività massima competitiva di vertice per potersi appunto attribuire esclusiva competenza finalizzata al raggiungimento dei risultati di vertice per meglio così definire i perimetri nella disponibilità di tutti gli altri organismi sportivi. Ora attendiamo davvero la comunicazione di questi parametri come sottolineato dal garante, immediatamente sotto quelli olimpici e dei circuiti internazionali. Siamo dispiaciuti per la pesante sanzione di 450mila euro comminata alla Fise, inevitabile visti gli atti gravi eccepiti alla stessa, in quanto sono comunque soldi ‘sottratti’ allo sport. Dopo questo pronunciamento, Il 95% delle attività equestri sarà restituito a tutti gli organismi sportivi.

Evviva la libertà di fare sport”.

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