Lo strappo con i tifosi, l'accordo col Siviglia e la rottura con Conte: ma Brozovic è sempre lì

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Incredibili parabole del destino, che possono catapultarti ovunque e riposizionarti al punto di partenza, come niente fosse mai accaduto. È un po la storia di Marcelo Brozovic all’Inter, messo in discussione, criticato, accompagnato alla porta. E adesso ancora lì, a predicare nel centro del villaggio nerazzurro. Gioie e dolori, il giorno e la notte, epico ma anche mediocre, come quel pomeriggio che uscì dal campo applaudendo il rumoroso pubblico che gli chiedeva di andarsene.

VOLO SOLO ANDATA PER SIVIGLIA - A dirla tutta, Brozovic è stato più volte sul punto di lasciare l’Inter. A gennaio del 2018 era praticamente un calciatore del Siviglia, il volo privato era già pronto a decollare, operazione da 30 milioni impostata da entrambi i club e sì del calciatore dopo qualche resistenza iniziale. Tutto pronto, ma Luciano Spalletti bloccò l’operazione dopo aver capito che dal mercato non sarebbero arrivate alternative. Il tecnico toscano trattenne Brozovic e ne raccolse i frutti dopo averlo impostato play davanti alla difesa.

LE CREPE CON CONTE - Con l’arrivo di Conte tutto è tornato in discussione. Il primo anno è andato tutto sommato bene, ma con l’avvio della seconda stagione, il tecnico salentino ambiva alla rivoluzione: via Skriniar e Brozovic per arrivare a Kanté e pensare anche al passaggio da 3-5-2 a 3-4-1-2. L’agente del calciatore aveva promesso offerte dalla Premier, mai giunte in viale della Liberazione. Brozovic, ha accusato il colpo, non si è più sentito al centro del progetto e anche il suo rapporto con Conte iniziava a presentare crepe importanti.

UN PASSO INDIETRO - Per fortuna il mercato è finito e forse si è portato con sé anche le scorie. Perché nel frattempo Conte ha dovuto fare un passo indietro. Incredibile? Normale, verrebbe da dire, osservando la storia di Brozo. Cose già viste. Senza Marcelo, la sua Inter era sfibrata e priva di equilibrio, col croato in campo, invece, il gruppo ha ritrovato gli automatismi giusti. Un limite? Forse sì, dettato dal fatto che il croato è un discontinuo. Ed è sotto questo punto di vista che Brozovic deve crescere, perché come dice Conte, quando gioca con garra è un top. Intanto si è ripreso il suo posto, perché evidentemente i pro sono ancora in netta superiorità rispetto ai contro.