Lo yuan digitale comincia a fare sul serio

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Un recente sondaggio della Bank for International Sattlements (BIS) ha rivelato come l'86% delle banche nazionali stia attivamente pensando a una propria CBDC, il 60% ne stia sperimentando la tecnologia e il 14% stia implementando progetti pilota. In Asia, Cina, Hong Kong, Giappone, Corea del Sud, Singapore e Thailandia sono già in fase avanzata e hanno da tempo lanciato progetti pilota per esplorare l'uso anche al dettaglio delle CBDC. Tra i principali paesi del mondo, la Cina è il più avanti negli sviluppi: con sette anni di lavoro, lo yuan digitale e-CNY cinese, precedentemente noto come progetto DCEP (Digital Currency, Electronic Payment), è già stato testato da banche, negozi e milioni di persone in tutta la Cina e sarà probabilmente lanciato nel 2022. Avviato in diverse città dalla fine del 2019, al 30 giugno di quest'anno e-CNY è stato applicato in oltre 1,32 milioni di scenari, coprendo pagamenti di utenze, ristorazione, trasporti, acquisti e servizi governativi.

Secondo quanto riportato da China.org che riprende la notizia dal China Securities Journal la valuta digitale cinese è entrata nella vita finanziaria reale del Paese venendo per la prima volta utilizzata dal Dalian Commodity Exchange (DCE) per il pagamento delle spese di stoccaggio a un magazzino di consegna, assistito dalle filiali locali di Bank of Communications e Bank of China. L'applicazione di e-CNY nel mercato dei futures ha fornito un'alternativa di pagamento efficiente, a costo zero e sicura per i mercati finanziari attraverso un pagamento interbancario in tempo reale. Jiang Bin, responsabile del magazzino di consegna, ha affermato che il pagamento e-CNY non addebita alcuna commissione di transazione e non è limitato al periodo di funzionamento del sistema di pagamento così da consentire alle imprese di tenere sott'occhio l'avanzamento delle transazioni in tempo reale.

L'interesse delle banche centrali nei CBDC arriva in un momento critico. I recenti sviluppi hanno posto una serie di potenziali innovazioni che hanno portato le valute digitali in cima all'agenda. La crescente attenzione ricevuta da bitcoin e dalle altre criptovalute e il dibattito crescente sulle stablecoin hanno inciso in modo importante ma è stato l'ingresso delle grandi aziende tecnologiche (big tech) nei servizi di pagamento e nei servizi finanziari più in generale a spingere verso l'accelerazione delle valute digitali nazionali, e-CNY in primis. “Le nuove guerre commerciali sono guerre tecnologiche”, ha spiegato Benoit Coeure di BIS: “Il treno ha lasciato la stazione”. La spinta arriva in un momento in cui l'uso del contante fisico diminuisce a livello globale e le autorità cercano di respingere la minaccia ai loro poteri di stampa del denaro che arriva da bitcoin e dagli sforzi delle Big Tech come Facebook che proprio ieri ha annunciato lo sviluppo del proprio portafogli in cripto Novi collegato al sistema Diem Blockchain. David Marcus, capo dei servizi finanziari di Facebook e membro del consiglio di amministrazione di Diem, ha spiegato: “Il cambiamento è atteso da tempo. Succederà in un modo o nell'altro. Novi è pronta a raggiungere il mercato. Riteniamo che sia irragionevole ritardare la consegna dei benefici dei pagamenti digitali più economici, interoperabili e accessibili”.

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