Lo zio di Deborah all'Huffpost: "Adesso sta bene, inizia una nuova vita"

Luciana Matarese

“Adesso sta bene. Finalmente stanno rinascendo, è finito l’incubo. Per loro ora inizia una nuova vita”. Rocco Carrassi ha lo sguardo provato di chi prova a resistere alle lacrime. “Loro” sono Deborah e la madre Antonia. Rocco è il fratello di Antonia, la mamma di Deborah Sciacquatori, la 19enne di Monterotondo che ha ucciso il padre violento, stamane tornata in libertà dopo che la Procura di Tivoli ha firmato il decreto di remissione in libertà. 


Alto, magro, i capelli scarmigliati e gli occhi insonni, guarda il balconcino al primo piano, la finestra con la serranda sbarrata dell’appartamento in cui stando a quanto risulta ad HuffPost è tornata sua nipote stamattina. Fino a ieri Deborah era ai domiciliari, ma in mattinata l’accusa nei suoi confronti è stata derubricata da omicidio volontario in eccesso colposo di legittima difesa.


È l’unica nipote di Rocco, che quando gli chiedi cosa le viene in mente quando pensa alla ragazza, benvoluta da tutti e oggi disperata per avere nel tentativo di difendere la madre accoltellato a morte il padre , ti risponde con un sospiro: “Per me è “la pupa”, così la chiamo quando chiedo di lei a mia sorella e lei mi ricorda sempre che ormai non è più una bambina, ma una giovane donna”. Ha 19 anni Deborah. Rocco, invece, ne ha 41, la stessa età di Lorenzo Sciacquatori, il compagno della sorella. “Con Lorenzo siamo cresciuti insieme - sbuffa Rocco - poi però io ho preso un’altra strada”.  

 

 


Rocco fa l’operaio - “come mia sorella, noi dopo le scuole abbiamo cominciato subito a lavorare”, spiega. Tutt’altra vita quella di Lorenzo, un passato da boxeur, che negli anni ha accumulato precedenti e cattive abitudini, alcol e cocaina soprattutto.

In casa Sciacquatori la vita erano urla e aggressioni: l’uomo si scagliava contro Antonia, la sua compagna dalla quale aveva avuto Deborah, contro l’anziana madre. Fino a domenica mattina, con l’ennesima lite finita in tragedia. Deborah, dopo...

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