Lo Zoo di 105 multato per parolacce contro donne e omosessuali

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Zoo di 105
Zoo di 105

L’AgCom ha deciso di multare per 125mila euro lo Zoo di Radio 105 – la popolare trasmissione condotta da Marco Mazzoli, Paolo Noise e Fabio Alisei – per l’utilizzo reiterato di espressioni volgari e denigratorie nei confronti di donne e omosessuali.

Maximulta allo Zoo di 105

Una maxi multa da 125 mila euro per l’uso reiterato di “espressioni volgari e denigratorie in particolar modo contro donne e omosessuali” è quella di cui dovrà farsi carico lo Zoo di 105, la trasmissione radiofonica condotta da Paolo Noise, Fabio Alisei e Marco Mazzoli. La decisione è stata presa dalla Commissaria relatrice Elisa Giomi dopo che l’AgCom, la Commissione Servizi e Prodotti (CSP) dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, hanno accertato una violazione dell’art. 34, comma 2, che vieta di trasmettere “programmi che possono nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori e film vietati ai minori di anni 14”.

Le motivazioni della maximulta allo Zoo di 105

Durante la trasmissione radiofonica sarebbero state infatti ripetute “espressioni dal contenuto fortemente denigratorio” in particolare contro donne e omosessuali.

“È fuori luogo parlare di uso iperbolico di espressioni grezze o di mero elemento sonoro perché il registro umoristico, in queste circostanze, è un’aggravante, contribuisce a creare accettazione e consenso sociale intorno al linguaggio d’odio e allo scherno sprezzante. Ugualmente, il meccanismo della ripetizione ossessiva non determina la perdita di significato delle parole, ma al contrario ne aumenta la carica nociva e il potenziale di riproduzione, come accade con i virus che più circolano più sfuggono al controllo”, ha dichiarato la Commissaria Elisa Giomi motivando le ragioni della maximulta inflitta all’emittente radiofonica. Sulla questione è intervenuto Marco Mazzoli, uno dei tre conduttori della popolare trasmissione trasmessa da Radio 106.

La replica di Marco Mazzoli dello Zoo di 105

Marco Mazzoli, conduttore della trasmissione radiofonica, ha replicato via social sulla vicenda della maximulta affermando: “Il processo non è chiuso e le donne e gli omosessuali non c’entrano nulla con la questione, ma solo le parolacce, che diciamo da 23 anni e non sono una novità”.

L’AgCom nel frattempo ha ricordato che l’emittente radiofonica sarebbe già stata diffidata in passato per aver utilizzato espressioni e termini denigratori in violazione del regolamento di contrasto all’hatespeech. La vicenda avrà ulteriori risvolti?

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