L'Ocean Viking verso un porto sicuro in Francia

VINCENZO CIRCOSTA / AFP

AGI - La decisione francese di aprire il porto di Marsiglia alla nace Ocean Viking con il suo carico di migranti è stata preceduta ieri sera, secondo quanto si apprende, da un colloquio a Sharm El Sheikh tra la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Presidente francese Emmanuel Macron.

L'Ocean Viking della Ong SOS Méditerranée e ha più di 200 migranti a bordo, che sono in mare da 18 giorni. La nave "dovrebbe arrivare in acque internazionali vicino alla Corsica il 10 novembre", ha annunciato l'Ong.

"Questa soluzione estrema è il risultato di un fallimento critico e drammatico da parte di tutti gli Stati membri dell'Unione europea e degli Stati associati nel facilitare la designazione di un luogo sicuro", ha insistito SOS Méditerranée nel suo comunicato stampa.

Piantedosi, su rispetto dei diritti non accettiamo lezioni

"Se vi volete fermare all'esegesi delle espressioni burocratiche, fate pure ma non accettiamo lezioni da nessuno dal punto di vista del rispetto dei diritti umani". A margine della presentazione del calendario della Polizia, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi risponde così ai cronisti che gli chiedono dell'espressione "carico residuale" usata a proposito dei migranti rimasti su due navi delle Ong a Catania. "Non sono in mare, sono al sicuro", precisa il ministro.

"Ci sono ricorsi in atto, si deciderà nelle sedi competenti". Ha spiegato il ministro dell'Interno rispondendo ai cronisti che gli chiedevano della contestata legittimita' della 'selezione' dei migranti soccorsi dalle Ong.

[COMUNICATO] Dopo il silenzio dell'Italia, chiediamo alle autorità marittime francesi di assegnare un porto ai 234 sopravvissuti su #OceanViking.

"La situazione a bordo è insostenibile", afferma Alessandro Porro, Presidente di @SOSMedItalia https://t.co/M1VLgssBFH

— SOS MEDITERRANEE ITA (@SOSMedItalia) November 8, 2022

In 30 sulla Humanity 1 in sciopero della fame

Circa 30 naufraghi a bordo della Humanity 1, attraccata al porto di Catania, hanno rifiutato il cibo nelle ultime 40 ore, dando vita a uno sciopero della fame. Lo ha riferito all'AGI l'equipaggio. "Hanno solo bevuto", ha aggiunto l'equipaggio.

"Alto rischio" su Geo Barents, si valuta sbarco

È stato riscontrato sulla Geo Barents un livello di "high risk" psicologico e la lunga permanenza a bordo dei naufraghi potrebbe creare un ulteriore elevato disagio tra i migranti. È quanto rilevato dalla commissione composta Usmaf e medici dell'Asp, in cui operano tre psichiatri, due psicologi, un pedagogista e un infettivologo. L'alto rischio è stato rilevato da un test somministrato attraverso un questionario elaborato dai medici della salute mentale.

La commissione valuta in queste ore l'eventualità di uno sbarco di tutti i naufraghi adesso a bordo della nave. Finito il lavoro su geo Barents, si trasferirà su Humanity 1.

SOS Méditerranée, costretti a richiedere un Porto sicuro alla Francia

"Di fronte al silenzio dell'Italia e a causa dell'eccezionalità della situazione, la Ocean Viking è costretta a richiedere un Porto sicuro alla Francia". Lo afferma Allessandro Porro, presidente di Sos Mediterranee Italia.

"Si prevede - ha aggiunto - che la Ocean Viking arriverà nelle acque internazionali adiacenti alla Corsica il 10 novembre. Questa soluzione estrema è il risultato di un fallimento gravissimo e drammatico di tutti gli Stati membri dell'Unione Europea e degli Stati associati, che non sono stati in grado di indicare un Porto sicuro alla nostra nave. Chiediamo che il Centro di coordinamento per la ricerca e il soccorso in mare francese trovi una soluzione immediata per i naufraghi a bordo della Ocean Viking".

"La situazione a bordo della Ocean Viking - spiega Porro - ha raggiunto il limite. Siamo davanti a rischi gravissimi, compreso quello di incidenti mortali. Il benessere fisico e psicologico dei sopravvissuti e dell'equipaggio è precipitato, dopo quasi 20 giorni di stallo in mare. È un'emergenza umanitaria che esige una risposta immediata".

I 234 naufraghi a bordo della nave hanno trascorso a bordo 18 giorni. "Negli ultimi giorni, e particolarmente nel corso delle ultime ore - prosegue Porro - il team medico di bordo ha riscontrato stati di fortissimo stress tra i naufraghi, con crescenti sintomi di ansia, depressione, insonnia e perdita dell'appetito. Dopo aver atteso così a lungo una risposta positiva alle molteplici richieste di un Porto sicuro, i naufraghi stanno perdendo le ultime speranze, nonostante l'esemplare resilienza che hanno dimostrato finora. Alcuni sopravvissuti hanno iniziato a manifestare l'intenzione di buttarsi in mare per la disperazione. Incidenti gravi possono verificarsi in qualsiasi momento, mettendo a rischio la sicurezza degli stessi naufraghi e del nostro equipaggio".

La decisione di chiedere un porto alla Francia arriva dopo oltre 30 richieste "a tutti i Centri di Coordinamento del Soccorso Marittimo (Rcc) competenti", ma senza ricevere risposta.

"In un silenzio assordante la nave ha poi contattato, come previsto dal diritto marittimo, il centro di coordinamento più idoneo a fornire un Porto sicuro, ossia l'Italia. Ma il nuovo governo ha imposto un divieto discriminatorio, sebbene implicito perché mai comunicato alla nostra nave, all'ingresso della Ocean Viking nelle acque territoriali, così come a tutte le navi di ricerca e soccorso gestite dalle Ong. Questo ci ha costretti ad allargare ancora una volta le nostre richieste di assistenza per trovare un Porto sicuro ai centri di coordinamento più vicini: Grecia, Spagna e Francia".

"La consuetudine di privare i naufraghi di un Porto sicuro - conclude Xavier Lauth, Direttore delle operazioni di Sos Mediterranee - deve cessare. Chiediamo ancora una volta ai governi di lavorare, Stati membri dell'UE e Stati associati insieme alla Commissione Europea, per stabilire un meccanismo di sbarco prevedibile, in luoghi dove la sicurezza dei naufraghi non è più minacciata".