Lockdown e dpcm: le regioni più colpite e le conseguenze per i casinò online e offline

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La pandemia di Coronavirus ha investito il nostro Paese in maniera inaspettata, portando con sé conseguenze pesanti non solo in termini di salute della popolazione, ma anche per le imprese e l’economia.

Molte aziende, comprese quelle del settore dell’intrattenimento e dei giochi, hanno dovuto fare i conti quasi da subito con una mancanza di introiti improvvisa, dovuta alla decisione del Governo di imporre la chiusura di tutte le attività non strettamente necessarie. Nel mondo dei giochi chi ha potuto contare su un canale già avviato sul web (è il caso di diversi casinò online italiani) ha in qualche modo lavorato, ma chi invece ha sempre operato solo nelle sale fisiche tradizionali se l’è vista proprio brutta.

L’arrivo dell’estate ha dato a tutte queste aziende, e alla popolazione in generale, la possibilità di “respirare”, ma, come previsto, con l’autunno è arrivata una seconda ondata di contagi con nuovi Dpcm dalla linea “dura”.

A farne le spese sono le imprese che erogano quei servizi non necessari, come quelle del settore dei giochi. Se il gioco tradizionale fisico è oggi in decisa difficoltà, con cali di fatturato elevati, però, quello dei casinò online sta segnando invece numeri in aumento: il pubblico infatti è migrato sul web, dove la sicurezza è garantita sia per la salute, sia oggi in termini di trasferimento di dati e pagamenti, specie se si scelgono i casinò online sicuri ADM (o casinò online AAMS che dir si voglia), come quelli suggeriti dalle liste sul sito miglioricasino.com.

Preoccupazione nel settore dei giochi

Nel Dpcm uscito all’inizio dicembre ed attualmente in vigore non si parla minimamente del settore dei giochi, di conseguenza non vi sono modifiche o segnali di alcuna riapertura. Il disagio è duplice: da un lato è ovvio che sale da gioco, sale scommesse e da bingo rimangono chiuse, dall’altra il settore, come lamentato da diversi esercenti, si sente dimenticato ed ignorato.

Eppure anche se di fatto l’obiettivo di questi luoghi è l’intrattenimento, quindi di certo non un fattore di sussistenza, è chiaro che alle loro spalle ci sono dipendenti e famiglie e che ogni anno sono elevate le tasse dei giochi che vanno ad alimentare l’erario. Le conseguenze economiche ed occupazionali, insomma, sono presenti così come in altri settori.

Il fatto che il comparto dei giochi non sia stato, non solo argomento di possibile riapertura, ma quanto meno citato fa perdere le speranze a molti del settore. Appare ovvio ormai che non si aprirà quantomeno per il 2020, ma ci si auspica di ricevere delle notizie, possibilmente buone e quanto prima, per la metà di gennaio 2021, come leggiamo su Agimeg. Con il nuovo anno, quindi, si tenterà una difficile ripartenza.

Le regioni più colpite dal lockdown

Come ben si sa le restrizioni e le conseguenti difficoltà dovute al lockdown non sono state le medesime per tutte le regioni italiane, ma ci sono delle differenze che si mostrano evidenti anche negli incassi delle aziende del settore dei giochi. Mediamente, comunque, le sale da gioco, da bingo e quelle per le scommesse finiranno per rimanere chiuse, come calcolato da Agimeg, per circa sei mesi (poco più). Il settore è fra i più penalizzati, nel senso che è stato fra i primi a dover chiudere le serrande e sarà fra gli ultimi a poter riaprire.

In cima alla lista stilata da Agimeg c’è la provincia di Bolzano, regione nella quale più di tutte il settore sarà penalizzato. Vengono poi il Lazio e la Lombardia. Queste tre zone hanno in comune il fatto di aver posticipato le riaperture a luglio rispetto alle altre regioni che hanno aperto ben 2 mesi prima. La Lombardia in particolare, poi, come ben si sa è stato il primo focolaio ed è diventata subito zona rossa sin da febbraio, prima di ogni altra regione, quindi, e così è stato anche nel secondo lockdown partito ad ottobre.

Al quarto posto di questa triste classifica si posiziona l’Umbria, seguita da Emilia Romagna, Liguria, Veneto, Calabria, Provincia di Trento, Marche, Piemonte, Sicilia, Abruzzo, Basilicata, Sardegna, Valle d’Aosta, Friuli, Campania, Puglia, Toscana. In coda a tutte il Molise, che “vanta” una chiusura delle sale da gioco di solo 176 giorni. Nelle nuove ordinanze su cui si sta discutendo in questi giorni nuovamente non si è parlato del settore, poiché ci si è concentrati sulle norme da seguire nel corso delle prossime festività, quindi non resta che attendere. Nel frattempo agli appassionati non resta che affidarsi ai migliori casinò online che sono, come detto, i casinò online ADM.

Responsabilità editoriale: TiLinko - Img Solutions srl