Lockdown per i no vax, Draghi dà un ansiolitico ai governatori

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“Non è argomento all’ordine del giorno”. Il governo tira il freno a mano sulle ansie di alcuni presidenti di Regione, che invocano misure restrittive solo per i cittadini non vaccinati. La curva dei contagi sta salendo, ma al momento non genera allarmismi a Palazzo Chigi né al ministero della Salute. Mario Draghi fa quotidianamente un briefing con i suoi per analizzare i dati, le energie al momento sono puntate sulla campagna vaccinale, le somministrazioni della prima dose e una serie di misure che possano correggere il tiro qua e là su alcuni aspetti che necessitano di un tagliando. E dunque in settimana probabilmente il ministro Roberto Speranza porterà in Consiglio dei ministri l’obbligo vaccinale relativo alla terza dose per gli operatori sanitari e si sta valutando se ridurre la validità del green pass da 12 a 9 mesi.

“La verità è che è presto, non c’è ancora un ragionamento su questi temi, analizziamo i numeri giorno per giorno, per adesso altro non c’è”, spiega una fonte di governo. Draghi ritiene comprensibile la preoccupazione di alcuni governatori di ritrovarsi in zona arancione sotto le festività. Significherebbe un ritorno del coprifuoco alle 22, il divieto di spostarsi dal proprio comune di residenza, il limite di quattro persone da poter ospitare a casa, un remake dello scorso Natale. Con un dividendo politico da pagare che potrebbe essere salato, senza contare il fiato alle trombe degli scettici del vaccino per un ritorno al passato nonostante la campagna di vaccinazione.

Chi ha in mano il dossier diffonde calma. La misura presa dall’Austria di un lockdown per i non vaccinati, sulla quale tra gli ultimi ha aperto anche Nicola Zingaretti, è stata assunta a fronte di oltre 10mila contagi su una popolazione di 9 milioni di abitanti: “Per trovarci in una situazione simile in Italia ci dovrebbero essere tra i 60 e i 70mila contagi al giorno”. E nonostante le tante variabili in gioco la previsione è che il plateau della curva, il picco massimo che si stabilizza prima di scendere, si raggiunga considerevolmente prima di tale soglia.

Per questo l’attenzione è puntata sia sulla somministrazione delle terze dosi, sia su quella delle prime. Quest’ultime si attestano intorno alle 20mila al giorno, un dato non oceanico: “Ma se il trend dovesse durare fino alla fine dell’anno significherebbe aggiungere un 1,5/1,6% in più di popolazione vaccinata”. Ci si avvicinerebbe sensibilmente a quella soglia del 90% di popolazione vaccinata che è considerata necessaria per raggiungere l’immunità di gregge.

A Palazzo Chigi vige il pragmatismo. Un lockdown dei non vaccinati non è argomento all’ordine del giorno, ma dal cassetto non viene cestinata alcuna opzione, pronte a essere valutate nel caso i numeri lo richiedessero. Anche perché una misura del genere, pur avanzata anche da governatori della Lega e di Forza Italia, trova radicalmente contrario Matteo Salvini, e anche agli azzurri di governo risulterebbe difficilmente sostenibile. Insomma, oltre alla valutazione scientifica e statistica l’argomento è da maneggiare con cura anche sul piano politico. “Prima di dicembre non verrà presa nessuna decisione, ed è anche tutto da vedere se ci saranno delle novità”, spiega una fonte della Salute.

Così anche per lo stato d’emergenza. La valutazione verrà fatta al momento opportuno, con la consapevolezza delle difficoltà giuridiche che si pongono per un rinnovo che supererebbe il limite dei due anni ma anche dell’efficacia delle norme in deroga per le campagne vaccinali e per il reperimento dei sieri e del materiale medico sanitario. Nessun allarmismo, occorre studiare i dati e muoversi di conseguenza, la risposta che verrà data ai governatori riuniti domani nella Conferenza Stato-Regioni. Per capire che Natale passeremo bisognerà attendere ancora un po’.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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