L'odissea dei migranti nel nord della Francia: "Persecuzioni quotidiane ed espulsioni"

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I migranti accampati a Calais e Grande-Synthe, nel nord della Francia, subiscono "umiliazioni e persecuzioni quotidiane" da parte della polizia e sono sottoposti a "periodiche espulsioni di massa". A rivelarlo è un rapporto della ong Human Rights Watch, secondo cui le autorità portano avanti queste pratiche abusive con lo scopo primario di costringere le persone a trasferirsi altrove, senza risolvere il loro status di migranti o la mancanza di un alloggio, o di scoraggiare i nuovi arrivi.

Stando al documento di 79 pagine i poliziotti confiscano tende e altri beni dei migranti, spesso danneggiandoli, in modo che non possano essere riutilizzati. Negli ultimi due anni sono più di 1.000 le operazioni di espulsione condotte a Calais e Grande-Synthe, oltre 5.000 le tende sequestrate. Il campo di Calais, spesso chiamato giungla, era stato demolito cinque anni fa dalle autorità francesi: da allora più di 1.000 persone vivono in accampamenti dentro e intorno alla città.

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